Nel pied-à-terre milanese di Gabriele Salvatori, maestro italiano del marmo, risplende la visione metafisica e anticonvenzionale di Elisa Ossino. Che reinterpreta lo spazio, utilizzando accenti sorprendenti e vividi per creare immagini tridimensionali e audaci punti colore
Un’innegabile atmosfera milanese pervade il pied-à-terre del maestro del marmo italiano, Gabriele Salvatori. Situato in un edificio neoclassico nel cuore di Brera – il quartiere che meglio conserva il sapore della vecchia Milano – il suo spazio personale è diventato un’estensione naturale e un’interpretazione intima dell’estetica del marchio, definita da un’eleganza sobria.
Mentre molte aziende familiari alla terza generazione stanno andando in rovina, Salvatori continua a fare da apripista verso il futuro, reinterpretando incessantemente le qualità di questa pietra senza tempo.
Gran parte del merito va a Gabriele che, negli ultimi decenni, ha trasformato quella che inizialmente era un’azienda di lavorazione del marmo in un marchio leader del design, attraverso collaborazioni di alto profilo con architetti e designer di fama internazionale, tra cui Piero Lissoni e John Pawson.
Ma l’innovazione è sempre stata parte del Dna di famiglia. Suo nonno Guido aveva inventato lo spaccatello, un modo speciale di tagliare il marmo che conferiva alla pietra una finitura ruvida (quando tutti nel settore puntavano su una finitura liscia e lucida), e suo padre Alfredo ha sviluppato macchinari sofisticati ancora oggi in uso.
“Ho sicuramente ereditato la loro passione e attenzione ai dettagli, due caratteristiche fondamentali per avere successo nel design. Ciò che ho portato personalmente sono state curiosità e attrazione per le sfide”, afferma Gabriele riferendosi alla sua ambizione di “lavorare al fianco dei migliori per creare prodotti unici e guidare l’innovazione in un campo tradizionale”.
Nel momento in cui ha preso le chiavi dell’appartamento, le ha consegnate all’architetto e designer Elisa Ossino, nota per le sue ambientazioni metafisiche e già parte del talent roster di Salvatori.
Le diede carta bianca per interpretare lo spazio, consapevole che la sua sensibilità progettuale risuonava con la sua, nell’eleganza smorzata, nelle linee decorative ma essenziali e nella capacità di esaltare il calore della pietra naturale.
Sapeva anche che “avrebbe bilanciato perfettamente lo spirito autentico della casa con il mondo di Salvatori”. Entrò nell’appartamento con leggerezza, mantenendo la disposizione architettonica pressoché invariata. Le finestre rovinate erano imperfettamente perfette, così come il pavimento in graniglia ondulato, “un’opera d’arte” che evocava il marciapiede bianco e nero di Copabana di Burle Marx.
Le parti mancanti furono meticolosamente ricostruite senza cancellare completamente i segni che testimoniavano il passare del tempo. Un controsoffitto recente fu rimosso per esporre le bellissime travi in legno, che erano dipinte in un profondo verde acqua oceanico e declinate in diverse tonalità in altre stanze.
Accenti di senape e rosa furono iniettati nei due corridoi posteriori, come a dichiarare la loro importanza, nell’aprire lo spazio e fornire vari percorsi di circolazione. La tavolozza intensa introdotta da Ossino acquista slancio con la luce del giorno ed è in costante dialogo con la tridimensionalità dello spazio e dell’arredamento.
“Amo la cucina perché è un progetto site-specific che mostra bene la nostra capacità di lavorare su misura”, dice Gabriele dei mobili in marmo grigio che, lungi dall’essere un pesante blocco di pietra, sono stati interpretati come la tela di un artista.
Delicati intarsi su lastre ultrasottili di Gris du Marais e Pietra d’Avola conferiscono leggerezza contemporanea, ulteriormente accostata alle cementine esagonali, o piastrelle, originali della casa.
Non sorprende che il marmo sia il protagonista in questa stanza e in ogni altro ambiente. L’armadio della camera da letto è un patchwork di quattro diversi tipi di marmo, scelti per il loro colore e le loro venature.
Mentre nel soggiorno, la maggior parte dell’attenzione è catturata da due murales geometrici astratti, opere d’arte uniche create esclusivamente per questo appartamento, basate sui progetti di Elisa.
Infine, nel bagno, vero e proprio fiore all’occhiello delle texture distintive di Salvatori, spicca Tratti, dove piastrelle in pietra naturale opaca e levigata sono intervallate da accenti di alluminio nero mezzanotte per creare un’intrigante interazione cromatica tra pietra e metallo.