Mecozzi Verdini Architettura e Paesaggio recupera a uso ricettivo un palazzo cinquecentesco nel centro di Ravenna. Con citazioni filologiche e accenti pop che generano l’esplosiva personalità dell’hotel Gironda
Si trova a Ravenna, vicino all’antica Basilica di San Vitale e a uno dei segni urbani più importanti della città, Piazza del Popolo. Casa Guaccimanni, un edificio di epoca rinascimentale splendidamente conservato con i suoi affreschi cinquecenteschi e dettagli architettonici in stile neoclassico, diventa Gironda: un progetto di ospitalità che sa bilanciare storia, contemporaneità e nuove forme di hosting. Lo studio Mecozzi Verdini Architettura e Paesaggio, infatti, ha ristrutturato il piano nobile del palazzo con un intervento meticoloso dal punto di vista filologico e, allo stesso tempo, aperto a suggestioni contemporanee.
Il nuovo mood degli ambienti si annuncia con discrezione ma senza esitazioni sin dall’ingresso, situato al primo piano. Alla residenza si accede da un ampio corridoio che attraversa trasversalmente l’edificio, collegando il balcone affacciato sull’asse viario principale a nord con la loggia aperta sul giardino a sud.
Lungo questo corridoio luminoso, adornato da elementi decorativi, sono disposti i cinque ambienti che definiscono la struttura. Tra questi la cucina, concepita come spazio condiviso, la veranda, proiezione outdoor dei magnifici interni della location, e le tre camere da letto, che il progetto ha trasformato in suite indipendenti, dotate di differenti aree funzionali come bagni, saune, cabine armadio, zone relax, aree lettura e home cinema.
Ogni suite è caratterizzata da arredi leggeri e completamente reversibili, senza alcun collegamento strutturale con il pavimento, il soffitto o le pareti: scelte di design contemporaneo che generano un dialogo con gli elementi storici della residenza, conferendo a ogni spazio un’identità unica. La suite d’oro, la suite blu e la suite verde, per esempio, sono annunciate dai vivaci accenti di colore delle porte che si aprono sul corridoio. Questi ultimi ne anticipano il carattere distintivo, dettando l’impronta di un interior coeso nel linguaggio e al tempo stesso dinamico.
Il progetto di Mecozzi Verdini sovrappone così alla dimora storica una serie di dispositivi spaziali finalizzati a creare una relazione vivace e complementare tra passato e presente. L’intervento distilla l’essenza dei mosaici paleocristiani e bizantini di Ravenna, estraendone gli elementi essenziali. Le tonalità dell’oro, del blu, del verde e del rosso, combinate con piastrelle in vetro lucido e lastre di rivestimento dorate, definiscono il linguaggio visivo impiegato per modellare gli interni, generando spazi calibrati nelle articolazioni, nella distribuzione della luce e nelle decorazioni.
In questo modo, vecchio e nuovo sembrano accarezzarsi delicatamente, mantenendo una distanza capace di generare una tensione estetica, sottolineata da una selezione di arredi che aggiunge un’ironica e sdrammatizzante impronta pop agli interni.