ARCHITECTS AT HOME
A CASA DI Gregory Nijs

Nelle Fiandre, l’architetto Gregory Nijs innesta un gioco di volumi contemporanei
all’interno di una cappella del XVI secolo. Creando spazi di vita e di lavoro che combinano maestosamente passato, presente e futuro

The Waterdog. Da dove proviene lo strano nome con cui è conosciuta questa cappella a Sint-Truiden, in Belgio? Anche il suo proprietario, l’architetto Gregory Nijs, founder dello studio Klaarchitectuur, ammette di non saperlo. La leggenda vuole che, prima di diventare luogo di culto nel XVI secolo, l’edificio fosse una stalla, successivamente trasformata in una scuola di arte e musica.

Si inserisce così nel solco della sua natura trasformativa la decisione di Gregory di scrivere un nuovo capitolo per questo spazio. Si è messo all’opera con in mente una visione precisa: preservare l’edificio originale in tutta la sua magnificenza e, al contempo, introdurlo ufficialmente nel XXI secolo. Il cuore della cappella è un ampio spazio aperto.

Per integrare elementi contemporanei tra le sue mura secolari, Gregory ha progettato un gioco di scatole abitative dai contorni radicali: quattro strutture volumetriche sovrapposte, distribuite su più livelli, che, simili a promontori, fungono da spazi di vita e di lavoro. La prima ospita i servizi, la seconda una biblioteca e una sala riunioni, la terza con la sua immensa vetrata integra gli uffici dello studio Klaarchitectuur.

Il livello superiore, celato dalle travi in legno di quercia del tetto, ospita il box più spettacolare, che si estende come un’escrescenza verso l’alto, quasi sospesa tra terra e cielo.

Qui si trova una maestosa camera da letto, che si prolunga in una sala lettura, arredata con un tavolo ovale in marmo progettato da Eero Saarinen per Knoll e con l’iconica lampada da terra Arco disegnata dai fratelli Castiglioni per Flos. Questa soluzione audace e funzionale libera lo spazio circostante, riecheggiando la funzione originaria della chiesa, quella di radunare i fedeli.

Al piano terra, la navata ospita un salottino e una sala da pranzo dallo stile monastico, con splendide mura incrostate dalla patina dai secoli. La cucina, situata sotto la cupola blu sbiadito della cappella, vanta una maestosa isola centrale in ottone verniciato, che ricorda le fattezze scultoree di un altare.

Allo stesso modo, una struttura a forma di tabernacolo funge da mensola, mentre dettagli decorativi in metallo richiamano l’iconografia cristiana. Di fronte, le “scatole” si incastrano e si sovrappongono in un bilanciamento di pieni e vuoti, collegate da scale scultoree in acciaio nero che sembrano galleggiare nello spazio.

Il legame con il passato dell’edificio è evidente negli affreschi slavati dal tempo e nella sua architettura nuda, minimale, al contempo spoglia e solenne, dai toni monocromatici. Gregory ha concepito fin dall’inizio il suo intervento come temporaneo e reversibile: tutte le modifiche apportate, infatti, possono essere rimosse in qualsiasi momento, senza danneggiare l’edificio.

E accanto alla cappella, Gregory ha anche aperto un concept store, Karaat, dove è possibile ammirare una splendida selezione di pezzi di design del XX secolo.