HOMES
Chalet alpino

Marianne Tiegen Interiors trasforma un vecchio hotel alpino in una residenza per villeggiature
di charme. Attraverso un progetto rispettoso del contesto, con grande attenzione al recupero

Una casa per le vacanze sulle Alpi svizzere è un lusso che non tutti possono permettersi. Fa quindi sognare questo chalet di mille metri quadrati a Verbier, cittadina del Canton Vallese, di proprietà di una famiglia londinese. Costruito originariamente nel 1936 come albergo, l’edificio è stato trasformato da un coscienzioso progetto curato dall’architetto Marianne Tiegen.

Il restauro ha rispettato lo stile del luogo e, ove possibile, ha riutilizzato le finiture esistenti o dato nuova vita a materiali di risulta provenienti dal territorio. Marianne Tiegen è conosciuta per il suo approccio all’interior design, che evita sempre la produzione di massa e la standardizzazione delle soluzioni in favore di una ricerca che unisce unicità e coscienza ambientale.

Il grande chalet ha zone funzionali che rimandano al suo passato di struttura destinata all’ospitalità. Gli interni comprendono una cucina e diversi soggiorni, oltre a una sala cinema, una piscina, una palestra, un’area adibita a ufficio e ben otto camere da letto con bagno privato.

Tutti i mobili e gli accessori sono stati acquistati ai mercatini, molti sono stati poi adattati grazie all’intervento di abili artigiani. La selezione comprende pezzi di antiquariato francese del XVIII e XIX secolo, elementi di design europeo e americani mid-century, oggetti vernacolari alpini riutilizzati in maniera creativa. I differenti stili e le linee appartenenti a epoche e geografie differenti si amalgamano in un unicum inaspettatamente armonico. I beige neutri e il marrone più caldo sono i colori guida che aumentano il senso di uniformità generale.

Il cuore della casa è il soggiorno principale con sala da pranzo annessa. Qui divani senza tempo con rivestimento in lino grezzo sono abbinati a tavolini handmade in massello e caminetti antichi. Sopra il tavolo, una vecchia grondaia di 4,5 metri è stata trasformata in una lampada. Le pareti sono finite a calce o rivestite con una boiserie rustica, fatta con assi di legno prese da fienili dismessi.

Nonostante la mano dell’architetto, gli spazi hanno un sapore vissuto e familiare, come se tutto si fosse stratificato in maniera naturale. É forse questo il maggior punto di forza del lavoro orchestrato da Marianne Tiegen, un progetto che non ha nulla di costruito o forzato, ma in cui nulla è fuori posto.