Mide Architetti crea uno spazio abitativo intimo e al tempo stesso permeabile. Sdrammatizzando il rigore brutalista con interni addolciti dal calore del legno
È una residenza situata al confine fra un centro abitato e la campagna, in un paesaggio verdeggiante ancora ben preservato, che fa dell’equilibrio tra rigore architettonico e apertura alla natura il proprio segno distintivo. Progettata da Mide Architetti a Stra, in provincia di Venezia, 200 è una villa caratterizzata dai connotati tipici del brutalismo razionalista, sviluppata su un unico livello come un gesto orizzontale che si adagia sul terreno seguendo la logica della sottrazione e della discrezione.
L’edificio si articola in due volumi in calcestruzzo a vista di differente altezza, disposti in modo da generare spazi fluidi, ariosi e allo stesso tempo intimi. Il volume più alto ospita l’ingresso principale, un ampio patio coperto e la zona giorno concepita come luminoso open space che si apre sul giardino grazie a una grande parete vetrata. Nel secondo volume, più basso, trova posto una zona notte raccolta e silenziosa, distribuita lungo un corridoio scandito da armadiature a tutta altezza occultate nelle pareti.
La pianta della villa è distribuita su tre fasce parallele, interrotte da corti interne e tagli verdi che introducono vuoti architettonici e rendono la vegetazione parte integrante della composizione. L’ingresso, rivolto a nord, si configura come uno spazio di transizione fra dimensione in e outdoor grazie a un importante portale d’accesso affacciato sul patio.
Un ambiente profondo e introverso, ma al tempo stesso capace di dialogare con il paesaggio tramite aperture strategicamente posizionate per preservare la privacy. Proprio il patio centrale, con la sua copertura aperta in corrispondenza degli alberi e degli arbusti che ne decorano la superficie, sembra incorniciare porzioni di cielo.
La pavimentazione in resina estende la matericità dell’esterno negli interni, sottolineandone la continuità visiva e tattile. Il contrasto tra le superfici scabre del cemento lasciato a vista e la calda presenza del legno – che riveste i soffitti e una parete del soggiorno – contribuisce a creare un’atmosfera accogliente e sofisticata. Dettagli curati e una selezione di creazioni di design completano il progetto esprimendo un’estetica minimale, radicata nella qualità degli spazi e dei materiali. Altri oggetti, come la lampada Tahiti progettata da Ettore Sottsass nel 1981 per Memphis Milano, evidenziano attraverso il colore percorsi visivi che attraggono lo sguardo.
L’identità più autentica della residenza rifugge l’ostentazione privilegiando una bellezza silenziosa, fatta di vuoti calibrati, trasparenze e una genuina matericità. Una casa contemporanea che, pur nel rigore formale, si apre alla vita quotidiana con delicata profondità.