Nella foresta pluviale cilena, Tomàs de Iruarrizaga progetta un rifugio in legno che punta tutto sulla verticalità. Per massimizzare l’accesso alla luce e preservare il suolo
A Valdivia, in Cile, il Rifugio Calfuco progettato da Tomàs de Iruarrizaga si erge maestoso sullo sfondo della lussureggiante foresta pluviale. Rinunciando alla tipica struttura a capanna, il team di progetto ha invece adottato un approccio verticale, racchiudendo un layout ben studiato nei suoi soli cinquanta metri quadrati.
La torre poggia su sottili supporti in cemento e il suo volume si insinua con cura tra gli alberi per raggiungere la volta della foresta. Mantiene quindi un’impronta a terra minima per preservare il suolo della foresta, massimizzando l’accesso alla luce grazie alla sua verticalità, un fattore cruciale in un ambiente umido e punteggiato di ombre.
A forma di prisma con angoli acuti, la casa è stata tagliata e assemblata in loco, rinunciando a sofisticati progressi tecnologici in favore di strumenti e tecniche di falegnameria tradizionali. Il legno di alloro, caldo e tattile, riveste gli interni e unisce le superfici con gli arredi integrati, nello stesso spirito delle costole e delle chiglie a vista di una barca. Una caratteristica trave di colmo diagonale forma un motivo a spina di pesce in alto, aggiungendo un tocco architettonico di grande impatto.
All’interno, la disposizione a due piani sfrutta al massimo ogni centimetro quadrato. Il piano terra ospita in modo efficiente camere da letto e un bagno collegati da un corridoio compatto, mentre il piano superiore si apre su uno spazio abitativo sorprendentemente generoso, con una cucina che sembra molto più grande di quanto le sue dimensioni modeste suggeriscano.