In Villa Asknäs lo studio Reppen Vilson sviluppa soluzioni materiche e spaziali che armonizzano preesistenze e nuove edificazioni. Unite da un linguaggio organico
Recuperare il fascino retrò di un’architettura Anni 60 – valorizzando le modifiche apportate nel tempo – e sfruttare le opportunità di una nuova edificazione. È questa la duplice sfida affrontata dallo studio Reppen Vilson nel progetto di Villa Asknäs, una residenza nei pressi di Stoccolma che i proprietari desideravano trasformare in un moderno rifugio immerso nei boschi.
Uno studio preliminare di fattibilità ha evidenziato la possibilità di preservare, ampliare e riconfigurare spazialmente l’edificio originario, e dettato le principali linee guida dell’intervento. L’obiettivo: collegare visivamente le nuove strutture a quelle esistenti e aprire la casa verso il giardino a sud, integrando il tutto in percorsi fluidi e sorprendenti.
L’esito, cinque volumi: tre esistenti, di dimensioni contenute, e due nuovi corpi di fabbrica, uno su ogni lato, più sviluppati in altezza. Il volume più grande, a ovest, presenta un soggiorno a doppia altezza che si estende lungo tutto il lato del giardino e una zona posteriore con stanze più intime distribuite su due piani. Il passaggio alle stanze superiori avviene attraverso un balcone che si affaccia sul soggiorno. La cucina è collocata al centro, collega i piani dell’edificio e ordina tutti i flussi all’interno della casa.
Distintiva e caratterizzante è la sequenza di finestre che attraversa i prospetti antistanti il giardino, scanditi da differenti composizioni geometriche per donare vivacità e dinamismo. Le grandi vetrate enfatizzano la connessione con il contesto naturale, sottolineata anche dal legno di pino tinteggiato in una tenue tonalità verde che uniforma tutti i corpi della casa.
Il legno ricorre anche negli interni, sia negli arredi che nei rivestimenti a parete, in contrasto con il cemento lucidato dei pavimenti e con i tocchi contemporanei delle luci e di alcuni complementi.