Richter Architects & Associates sviluppa per la nuova sede di Solares Bauen un progetto dal linguaggio ibrido. Dove i vincoli paesaggistici diventano sintassi architettonica
Una location in linea con la mission aziendale, un progetto che bilancia natura e presenza umana, tecnologie funzionali non solo dal punto di vista prestazionale ma anche nell’approccio al costruire. È semplice e allo stesso tempo complessa la filosofia adottata da Richter Architects & Associates per la nuova sede di Solares Bauen: una società di engineering specializzata in servizi per l’edilizia e progettazione ambientale.
Punto di partenza dell’intervento è una ex struttura industriale situata a Strasburgo, in un’area naturale protetta e sottoposta a rigidi vincoli edificatori che vietano la realizzazione di nuove costruzioni. Qui, lo studio di architettura sudafricano trasforma un contesto quasi bucolico, punteggiato da rari edifici in legno appena visibili dentro a una fitta vegetazione, in una quinta scenica per un edificio mimetico e al tempo stesso ipertecnologico.
Il suo involucro – un mix di legno grezzo, vetro e acciaio – mira a esaltare la potente presenza della natura. La purezza geometrica delle sue forme contrasta con lo sviluppo selvaggio della vegetazione, rimanendo tuttavia in solida coerenza con le architetture rurali dell’area. Allo stesso tempo, l’edificio vuole essere una reinterpretazione dello stesso concept di spazio ufficio, bilanciando la quiete delle atmosfere rurali e il dinamismo di un’azienda high-tech.
Questo approccio si concretizza in un volume principale a pianta quadrata, spogliato di due annessi sporgenti che facevano parte dell’edificio originale e quindi sviluppato in altezza a ospitare tre nuovi livelli a destinazione office. La composizione originaria dei prospetti di facciata, con le loro grandi aperture e l’ordinata scansione geometrica, è stata conservata come previsto dalle normative locali.
I livelli di nuova edificazione propongono un graduale dispiegarsi verso il paesaggio: dalle finestrature incastonate nelle pareti alle ampie aperture delle vetrate continue situate al terzo livello, a lambire le cime degli alberi. All’interno, un ampio vuoto centrale, marcato da una parziale schermatura in listelli lignei, mantiene in connessione visiva i diversi piani dell’edificio. Il candore di rivestimenti, pavimenti e arredi gioca in contrasto con le tonalità brune dell’involucro, generando spazi di lavoro luminosi e accoglienti.