ARCHITETTURA
Portal 62

Nello Yucatán, Moro Taller de Arquitectura e Veinte Diezz Arquitectos danno forma a una casa compatta: le murature in terra battuta dai riflessi rosati avvolgono la piscina e si prolungano fino al livello ipogeo. Dove un bacino d’acqua si trasforma in luogo di quiete

Ci sono progetti nati da un disegno preciso, tracciato fin dall’inizio. Altri, invece, prendono forma passo dopo passo. Portal 62 – firmato da studio Moro Taller de Arquitectura in collaborazione con Veinte Diezz Arquitectos nella penisola dello Yucatán, in Messico – appartiene a questa seconda categoria. Una casa compatta, scaturita da una scoperta inattesa: una cavità nascosta sotto il terreno. Quello che all’inizio sembrava un intervento convenzionale si è trasformato in un’esperienza architettonica guidata dal sottosuolo.

Durante le prime operazioni di sgombero, infatti, è emerso un pozzo sigillato. “Non sapevamo cosa ci fosse sotto, ma tutto lasciava intuire che il terreno custodisse altro”, raccontano gli architetti. “Scavando sul retro del lotto è comparsa una scala murata. Demolito il setto che la chiudeva, si è rivelata una grotta colma di macerie. Da quel momento il progetto ha preso una direzione completamente nuova. L’impronta costruita, così, si è ridotta a soli 70 metri quadrati”.

La casa si articola in sequenza: un primo corpo originario che accoglie cucina, soggiorno e zona pranzo, seguito da un volume aggiunto con due camere da letto – una in quota, l’altra interrata – che si estende solo fino al punto in cui comincia la cavità. È stato proprio quel limite naturale a fissare scala e proporzioni dell’intervento.

Dal soggiorno si dirama un corridoio che segna l’innesto con il nuovo volume: il passaggio si restringe, comprimendosi, e infine si apre all’improvviso verso il patio posteriore. Qui si rivela la piscina, incorniciata da una parete in terra battuta che agisce come filtro visivo prima di condurre al livello sotterraneo.

Accanto alla vasca, una scala scende al piano inferiore, dove un bacino artificiale è stato collocato esattamente sotto l’antico pozzo. La luce naturale filtra dall’alto e scivola sull’acqua, creando un ambiente umido e raccolto, intimo e silenzioso.

La scelta dei materiali dialoga direttamente con il luogo. Le murature in terra locale conferiscono alle superfici una calda tonalità terracotta che definisce l’intero volume, mentre pezzi d’arredo in cedro massello aggiungono una nota tattile. La palette complessiva resta sobria, essenziale, senza concessioni al superfluo.