Tra i boschi del Portogallo Mjarc Arquitectos non crea un semplice spazio abitativo, ma un vero
e proprio frammento di territorio. Una casa a impatto zero che si mimetizza nella vegetazione
Una terra ricca di contraddizioni, dove modernità e passato, natura e costruito convivono gomito a gomito, quasi contendendosi il futuro di un paese caparbio nel non rinunciare mai a se stesso. Uno spirito che spesso nelle architetture dei suoi maestri ha trovato una sintesi felice, riprodotta anche in un’edilizia diffusa, capace di offrire esempi affascinanti. Lo fa senza dubbio Douro Wood House: una piccola casa vacanze nella valle del fiume Douro, in Portogallo, firmata da Mjarc Arquitectos, che con il suo approccio consapevole e sostenibile è un manifesto di tutte le buone pratiche della green architecture.
Fin dal concept questa residenza modulare ha avuto un obiettivo progettuale limpido: minimizzare il proprio impatto sul paesaggio. Non solo grazie al suo tratto più visibile – un involucro in legno proveniente da foreste certificate e gestite in modo sostenibile -, ma attraverso una complessa strategia di integrazione nel territorio. Che ha portato non solo a preservare la vegetazione locale, ma anche alla totale mimetizzazione dei volumi della residenza.
La stessa strategia ha guidato tutto il processo di costruzione, evitando scavi e alterazioni significative della topografia originaria del sito in modo da preservare il terreno, la libera circolazione delle acque e la fauna selvatica della zona.
La struttura di Douro Wood House sembra poggiare delicatamente sulla roccia del promontorio che la ospita, librandosi sul panorama fluviale. Osservata dall’alto, la sua copertura piana a verde diventa un frammento della foresta, al punto da dissimulare quasi totalmente la sua natura artificiale.
All’interno, gli elementi architettonici e strutturali assolvono a precisi compiti funzionali, trasformando scelte in apparenza dettate da sole considerazioni ambientali in chiari vantaggi prestazionali. Le facciate in legno, per esempio, oltre ad assicurare un’integrazione cromatica e materica con il contesto boschivo, limitano il surriscaldamento degli spazi abitativi. Allo stesso modo, la copertura popolata da specie autoctone contribuisce a migliorare l’efficienza termica, diventando un’estensione del territorio.
L’esito è una sintesi armoniosa tra natura e costruito, dove l’architettura non solo accoglie e integra ma preserva e valorizza il contesto.