CASE
Upper East Side Apartment

L’interior designer Rob Johansen restituisce nuova vita a una townhouse newyorkese, trasformandola in un manifesto di atemporalità: un paesaggio materico scolpito nel marmo
e levigato da riflessi di vetro, ottone e luce

Nel cuore dell’Upper East Side di New York, un’abitazione del 1899 torna a nuova vita grazie a un meticoloso intervento di restauro firmato dall’interior designer Rob Johansen, insieme all’architetto Nicholas Deramo di Studio NDA. Il progetto, durato tre anni, nasce da una ricerca precisa: dare forma al concetto di timelessness, un’atemporalità concreta e materica che travalica le mode, restituendo allo spazio una dimensione di permanenza.

La casa si articola come un racconto costruito attraverso materiali, luce e proporzioni. L’onice, estratto da antichi fondali marini, dialoga con il marmo Namibia, nato nel calore del deserto africano. L’ingresso introduce un soggiorno luminoso e raccolto, dove boiserie in toni chiari e un lampadario di cristallo creano un ritmo raffinato. Le alte finestre filtrano la luce attraverso tende leggere, mentre le sedute color crema – tra cui la celebre Ribbon Chair di Pierre Paulin – aggiungono un accento giocoso e rétro. Il linguaggio è calibrato: toni neutri, texture morbide e geometrie pulite definiscono un’atmosfera di sobria eleganza.

Da qui, gli ambienti scorrono fluidi, seguendo un principio di continuità visiva e materica. La lounge si distingue per la presenza del tavolo Flower di Jorge Zalszupin e di un camino in marmo incorniciato da pareti rivestite in legno. Nella zona pranzo, un tavolo in legno dalle linee essenziali è accompagnato da sedie dalle curve morbide e da una lampada sospesa che diffonde una luce morbida.

La cucina è il cuore funzionale e simbolico della casa. Ispirata agli spazi culinari tradizionali giapponesi, esprime un’idea di onestà materica e chiarezza formale: mobili in legno naturale, un’isola in pietra nera come fulcro visivo, dettagli in ottone e vetro che riflettono la luce con discrezione, secondo un’estetica calibrata che rimanda alla filosofia dello shibui, fatta di equilibrio, misura e rispetto per la materia.

Il bagno in onice è il centro emotivo della casa: un ambiente monolitico e sereno, dove la luce del mattino penetra attraverso infissi centenari e si riflette sulle superfici in pietra. Pavimenti, pareti e arredi sono realizzati nello stesso materiale, in una continuità che amplifica la percezione di calma e monumentalità. Gli inserti in ottone, i complementi minimali e una vasca scolpita completano lo spazio con un tocco al contempo solenne e delicato.

La camera da letto chiude il percorso con un tono meditativo: essenze lignee, toni neutri e luce naturale costruiscono un’atmosfera sospesa, dove il ritmo lento della città resta appena percepito. Il progetto di Rob Johansen e Nicholas Deramo, infatti, è una riflessione sul tempo e sulla permanenza. In un’epoca segnata dalla rapidità del digitale, la loro è una pratica lenta, quasi artigianale, in cui i materiali vengono lasciati “respirare”, trovare il proprio equilibrio e la propria voce.