Nel territorio vinicolo di La Rioja, Francesc Rifé Studio firma il progetto della Tritium Winery.
Un intreccio tra restauro e nuova costruzione. Nel segno di una sobria essenzialità
Come il vino che custodisce, la Tritium Winery si racconta per contrasti. Luce e ombra, antico e nuovo, rigore e calore convivono in una tensione misurata. Nella regione spagnola di La Rioja, a Cenicero, Francesc Rifé Studio firma un progetto che unisce la ristrutturazione di un edificio storico a una nuova struttura la cui facciata in legno carbonizzato richiama sottilmente la sagoma di una botte.
Designer d’interni e industriale, influenzato dal minimalismo e da una tradizione familiare legata all’artigianato, Rifé ha guidato un intervento che integra l’immobile del XV secolo con il recupero della cantina sotterranea e l’aggiunta di una sala reception e polifunzionale, ideale per degustazioni, pranzi ed eventi formativi. L’effetto è quello di una sintesi armoniosa tra restauro e costruzione ex novo, nel rispetto dell’arte vinicola e della memoria del territorio. Il tutto a partire da tre principi: onestà dei materiali, ordine spaziale e proporzione geometrica.
Tale impostazione si dispiega negli interni, dove le texture di rovere tinto, acciaio nero e pino bruciato dialogano tra loro generando uno sfondo essenziale e contemplativo. Questa palette materica, inoltre, offre il vantaggio di valorizzare le superfici in pietra bugnata, assicurare durabilità e contribuire alla corretta conservazione del vino.
Fulcro dell’intervento è la rinascita della cantina sotterranea, lunga 36 metri e profonda sette. Ripensata attraverso una sequenza di porte in vetro fumé e una trama di elementi in metallo scuro, si svela progressivamente grazie a un uso calibrato della luce naturale, che scandisce i passaggi tra barricaia, zona degustazione e archivio delle bottiglie. Il legno, presente ovunque, definisce l’identità in continua evoluzione della location.
La nuova architettura razionalizza anche gli spazi, creando una circolazione fluida e promuovendo un equilibrio tra forma e funzione, tra passato e contemporaneità. Il design non si distacca dal preesistente, bensì lo riattiva. All’entrata, la reception introduce a un’area di transizione che conduce alla sala di produzione e logistica, dove i serbatoi in acciaio, cemento e ceramica sono visibili attraverso una parete di vetro e traliccio. Il corridoio si apre su un ambiente a doppia altezza che porta alla vecchia cantina, affiancato da una scala con ringhiera rivestita in legno, perfetta anche come sorta di bancone per la mescita. Al livello superiore si trovano ufficio, cucina, servizi e aula polivalente. Tornando al piano terra, l’itinerario si conclude presso quello che in precedenza era l’ingresso, oggi punto vendita e uscita.