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Abitazione, studio di architettura e design, galleria d’arte. Quando il progettista belga Paul Vanrunxt, nome rinomato nel mondo della costruzione di ville esclusive, ha scelto con la moglie Kim la sua nuova casa a Mechelen, a metà strada tra Anversa e Bruxelles, non ha avuto dubbi: caratteristiche interessanti di quell’edificio Anni 60 erano la facciata larga 14 metri e un cortile-giardino di 200 metri quadrati, una rarità nei contesti urbani.
L’architetto ha dunque deciso di salvare solo questi due elementi della proprietà originaria, sventrando completamente le strutture interne per ridisegnarle con l’obiettivo di dare vita a una residenza elegante, ma caratterizzata da un lusso sobrio, improntato su un caldo minimalismo. “A prima vista la casa non sembrava niente di speciale: esterno grigio, stanze buie, finestre in alluminio, ma abbiamo subito intravisto il suo potenziale, la possibilità di trasformarla in una dimora senza tempo”. Parole dello stesso Vanrunxt, che potendo contare sul fatto che la costruzione, in tutto circa 470 metri quadrati su tre piani, non era protetta da vincoli paesaggistici, ha goduto della massima libertà d’intervento.
Il risultato è un restyling basato su due direttive: da un lato la sostituzione delle piccole finestre pre-esistenti con aperture a tutta altezza su ogni livello e il conseguente incremento di luce naturale nello spazio; dall’altro, il dialogo tra linee pulite e materiali antichi. ”Volevamo strutture aperte, soffitti alti e massimo contatto con il giardino”, racconta Vanrunxt. Non a caso per gli interni si è ricorso a materiali già protagonisti all’esterno, come la pietra naturale in cucina e nei bagni.
Il cortile è stato concepito come una piccola oasi di tranquillità, ricca di charme, ricercando un equilibrio tra più ingredienti: una serie di peri disposti ordinatamente davanti a una parete rivestita in ardesia, una piscina rettangolare a sfioro, erbe tipiche di ambienti dunali ritenute ottimali perché di facile manutenzione; e ancora, un patio con tettoia, un deposito per la legna, un camino e un grande tavolo perfetto per i momenti conviviali.
La ricerca di armonia prosegue coerentemente indoor: anche qui, come fuori, la gamma di colori e materiali è volutamente ridotta e un ruolo importante è affidato al contrasto tra la luminosità del bianco e il calore del legno. “Le assi del parquet sono in pino silvestre, d’epoca e lunghe ben sei metri”, osserva Vanrunxt. “Le ho comprate da un antiquario, erano state impiegate per asciugare il formaggio in Olanda: le abbiamo lavate, ma non levigate, proprio per conservarne la patina e non cancellare i segni lasciati dal tempo”. In ballo c’è la volontà di combinare tradizione e contemporaneità in un involucro elegante dove il rigore non è freddezza e dove a lavori finiti sono stati ricavati soffitti da 265 a 320 centimetri di altezza, il che ha consentito un articolato gioco di prospettive.
È in questo guscio architettonico che intramontabili classici del design – dalla poltrona lounge PK22 di Poul Kjaerholm alla sedia cubo in acciaio e cuoio di Radboud Van Beekum – si accostano a pezzi vintage recuperati, dai vasi di terra scovati sulle bancarelle di un mercatino delle pulci alla cassettiera d’epoca in bagno ereditata dalla madrina di Paul.
Oltre che a pezzi progettati ad hoc – tra cui il tavolo da pranzo in pioppo massiccio e le lampade in porcellana nella cucina abitabile – e a elementi decorativi come le sculture da terra del francese Lucien Petit, suggestivi monoliti in argilla dalle forme primitive e antropomorfe. Inoltre, nel pensare la sua nuova casa Vanrunxt non ha potuto fare a meno di mettere al centro un’altra parola chiave, ovvero la multifunzionalità: “All’ultimo piano si trovano il nostro studio e la galleria d’arte, dove invitiamo regolarmente artisti a esporre, ma che funge anche da sala da disegno e spazio creativo polivalente.
Questo articolo è estratto da The Book 28. Sfoglia il magazine