A Mendoza l’architettura di Anaia Wines ridisegna il territorio attingendo ai suoi elementi. Che il progetto di Japaz Guerra Arquitectos trasforma in una potente sintassi formale
Tipologicamente si richiama al modello delle fincas, le tenute agricole del Sudamerica. E anche la sua localizzazione a Mendoza, al centro di uno dei più importanti comprensori vinicoli argentini, non lascia dubbi sulla sua vocazione. Lo studio Japaz Guerra Arquitectos interpreta questo archetipo attraverso un linguaggio che dialoga con il territorio ma allo stesso tempo introduce interessanti elementi di dissonanza.
A dettarne la sintassi i vigneti dalla forma irregolare, linee apparentemente capricciose che in realtà rispecchiano la logica ferrea della selezione e compatibilità di terreni e vitigni. In questo scenario frutto dell’incontro fra natura e impronta umana, i due volumi della cantina e della casa che compongono Anaia Wines generano un intimo dialogo con i contorni della vicina Cordigliera delle Ande e i bacini idrici utilizzati per l’irrigazione in un perpetuo gioco di immagini e riflessi creati dal vero protagonista di questo suggestivo ecosistema, l’acqua.
L’architettura e gli interni della cantina sono dichiaratamente ispirati agli scenari naturali e al territorio di Mendoza, una stratificazione di elementi composta dalla sua topografia, dalla flora xerofita delle sue colline, dalla consistenza e dal colore delle sue rocce sedimentate nel corso di migliaia di anni. E come il vino nasce dalla terra, così Anaia emerge con la forza di una formazione tettonica generata dal cemento che la compone, sottile citazione della roccia liquida corbusieriana.
Dal punto di vista spaziale, l’edificio si impone per le sue dimensioni e la linearità geometrica, un prisma rettangolare di undici per cento metri dove le diverse aree funzionali dedicate alla vinificazione si susseguono secondo una progressione distributiva articolata nella sala della vendemmia, nella sala di fermentazione, nella sala delle botti, nella sala delle bottiglie e, infine, nella galleria delle spedizioni.
Al piano terra, l’atmosfera soffusa dello spazio degustazione – dotato di un’installazione multimediale che proietta sul banco d’assaggio i descrittori aromatici dei vini – accoglie i visitatori. Da qui, una scala a chiocciola disegnata da un elegante nastro in acciaio brunito conduce al livello superiore, dove trovano posto una grande area living con vista panoramica sulla Cordigliera e, sul fronte interno, un podio aperto sulla sottostante cantina.
In contrasto con l’essenziale rigore del cemento dell’involucro, qui tutto parla il linguaggio della terra, da una palette cromatica di pavimenti e arredi declinata nelle tonalità dell’ocra ai rivestimenti dei banconi in pietra locale.