Lcla Office concepisce per Ballen House un progetto fuori dagli schemi. Che fa di questa residenza privata nelle montagne della Colombia un originale esempio di fusione fra natura e architettura
Sfida in maniera quasi dirompente l’immaginario collettivo delle case nei boschi, con le sue geometrie pure e l’utilizzo pressoché esclusivo del cemento armato come materiale da costruzione, lasciato quasi provocatoriamente a vista. Eppure, nonostante l’apparente distonia, non è una percezione di dissonanza bensì di armonia quella comunicata da Ballen House, una residenza incastonata in una radura nel bel mezzo di una foresta, a oltre 2000 metri di quota, in una delle zone più selvagge della Colombia.
E questa, pur se ardita, non è l’unica scelta di rottura compiuta dai progettisti di Lcla Office, che all’utilizzo degli stilemi tipici delle architetture brutaliste hanno sommato un impianto distributivo che vede gli spazi della casa scomporsi in due volumi separati, ognuno collocato in funzione delle caratteristiche topografiche e dell’orientamento del sito.
Originariamente destinata a pascolo, l’area su cui sorge Ballen House è stata preventivamente riconfigurata in base a un progetto paesaggistico che non solo ne ha modificato il profilo ma ha anche visto l’inserimento in ambiente di specie arboree d’alta quota al fine di accentuare in carattere montano della location. Su questa base si è articolata la disposizione dei due corpi di fabbrica della residenza, uno collocato su un podio a forma di croce sopraelevato di alcuni metri rispetto al terreno, l’altro definito da un lungo setto murario che con la sua conformazione a cuneo sembra insinuarsi fra gli alberi.
Ad accomunarli è un linguaggio architettonico che, oltre a condividere il calcestruzzo a vista come materiale strutturale, utilizza i medesimi serramenti e dettagli in acciaio inossidabile come filo conduttore. A differenziarli, invece, sono le modalità con cui la loro diversa impostazione detta le relazioni con la geografia del sito, il suo clima e la fruizione degli spazi interni e esterni, uno più vicino al suolo e perciò più umido e raffrescato, l’altro a una quota più elevata e perciò più ventilato e aperto.
Una serie di aree giardino collega i due corpi di fabbrica istituendo una continuità non solo fisica ma anche percettiva, rafforzata anche dall’utilizzo del medesimo linguaggio per la definizione degli interni, anch’essi caratterizzati dall’impiego di calcestruzzo a vista ed elementi in acciaio. Una scelta, quest’ultima, che comunica agli ospiti la sensazione di vivere un unico, per quanto frazionato, spazio abitativo, che vede dilatare la percezione dei suoi ambienti anche grazie alla continuità istituita dall’alternarsi di volumi costruiti e aree a verde proponendo al tempo stesso diversi modelli di fruizione dettati dalla loro collocazione.
A focalizzare l’attenzione degli ospiti su questa esperienza è anche la scelta di ridurre deliberatamente all’essenziale gli arredi, non solo nel numero ma anche nel design, lasciando alla relazione con il contesto naturale il ruolo di protagonista.