Un’architettura quasi onirica, che unisce forme organiche, ispirazioni naturali e tecnologia. Antony Gibbon aggiunge un nuovo tassello alla sua sperimentazione sui concept abitativi
In un mondo in cui sostenibilità e design vanno sempre più di pari passo, pochi progettisti hanno reso la natura protagonista con la medesima spontaneità e coraggio di Antony Gibbon.
Conosciuto per le forme scultoree delle sue creazioni, che sembrano scaturire direttamente da una dimensione onirica, i progetti dell’architetto britannico integrano fantasia e creatività con un’ampia dose di tecnologia.
A dimostrarlo è uno dei suoi concept più recenti, la Burl Treehouse. Un cluster di moduli abitativi sospesi alle cime degli alberi di una foresta tramite un complesso sistema di cavi e sostegni perfettamente mimetizzato nel bosco.
Ispirati alle formazioni organiche delle cortecce degli alberi – “burls” in inglese –, i pod di Gibbon non imitano la natura ma piuttosto la riflettono, fluttuando a mezz’aria come creature della foresta.
Dall’esterno, i moduli appaiono come gusci ovoidali protetti da scandole in legno carbonizzato. Un trattamento che le rende più resistenti agli agenti atmosferici e le mimetizza fra gli alberi.
All’interno l’atmosfera muta radicalmente. Gli ambienti sono realizzati in legno di cedro e frassino, che con le loro tonalità chiare creano un mood caldo e accogliente, enfatizzato dalla luce che filtra da una grande finestra circolare.
La distribuzione interna – concepita per adattarsi a differenti dimensioni e configurazioni – è minimalista e al contempo funzionale, con un letto matrimoniale, scaffali e arredi perfettamente integrati nelle superfici curve dei pod che, se necessario, possono essere collegati per creare spazi abitativi più ampi, connessi tramite ponti e passerelle.
La Burl Treehouse di Gibbon non rappresenta tuttavia un semplice esercizio di design, ma piuttosto propone un nuovo modello abitativo: sostenibile, lungimirante e in grado di riconnettere le persone con la dimensione naturale. Un altro modo di stare nel mondo, più leggero e discreto. In armonia con l’universo… e anche un po’ più vicino al cielo.