ARCHITETTURA
Dar El Farina

L’autosufficienza è l’obiettivo progettuale di Leopold Banchini Architects nello sviluppo di Dar El Farina. Una casa rurale in terra cruda nella piana desertica del Marocco

Una casa rurale in terra cruda, che riscopre antiche tecniche costruttive per raggiungere una totale autosufficienza in un territorio climaticamente difficile. È l’operazione che lo studio Leopold Banchini Architects sviluppa con Dar El Farina, una residenza privata nella piana desertica di Haouz, in Marocco, dove il concetto di sostenibilità viene portato a livelli estremi creando una dimora concepita per contare sulle sole risorse naturali.

Il progetto si sviluppa intorno a due antichi sistemi idrici locali: un mesref – un canale d’irrigazione superficiale che in alcuni periodi serve le rare colture della zona – e un khetara, una galleria sotterranea risalente all’epoca della dinastia Almoravide che un tempo riforniva di acqua la città di Marrakech, trasportandola da lontane fonti sotterranee. Oggi quasi interamente nascoste alla vista, queste strutture evidenziano il ruolo dell’acqua nel modellare il territorio e la vita degli abitanti che per secoli le hanno sfruttate per irrigare campi delimitati da muri in terra cruda.

Il progetto di Leopold Banchini Architects trae ispirazione da questo retaggio realizzando una stecca lineare che divide il terreno circostante in due scenari distinti: da un lato, una distesa desertica preservata nel suo stato naturale, dall’altro un rigoglioso giardino dove prosperano essenze autoctone.

La giustapposizione di queste due dimensioni sottolinea la vitalità trasformativa dell’acqua e insieme la possibilità di creare attraverso scelte progettuali ponderate e sostenibili uno spazio abitativo in grado di contare esclusivamente sulle risorse del territorio. Interamente off-grid, la casa si basa esclusivamente sull’energia solare, i prodotti della terra e l’acqua sorgiva locale.

Dal punto di vista distributivo, il progetto è articolato e insieme racchiuso da due setti murari paralleli in terra cruda che incorniciano una sequenza di ambienti, corti e specchi d’acqua, tutti interconnessi e illuminati da una scansione regolare di aperture e lucernari rivestiti in piastrelle ceramiche di produzione locale che generano giochi di luci e ombre.

Grandi portali a bilico rivestiti in metallo grezzo consentono una transizione fluida tra le diverse aree e ampliano la percezione spaziale degli ambienti grazie al loro effetto riflettente, mantenendo allo stesso tempo una connessione permanente fra dimensione in e outdoor. Un approccio che in qualche misura rivisita e reinventa la tradizionale casa a patio offrendone un’interpretazione contemporanea, funzionale e al tempo stesso introspettiva.