ARCHITETTURA
Handby Residence

Adam Kane Architects dà forma alla Hanby Residence attraverso volumi puri e una presenza scenica minimale. Un’architettura rigorosa che si apre all’improvviso su cortili luminosi e scorci di verde

Nel progetto di un residence a Melbourne, lo studio Adam Kane Architects coniuga un solido involucro architettonico con un’atmosfera serena, plasmata dalla luce, dal paesaggio e da un’attenta pianificazione degli spazi. Concepita per una famiglia con due figli adolescenti, la casa risponde alla necessità di favorire la convivialità e garantendo delle zone di privacy: un seminterrato con palestra e area relax per i ragazzi, una suite riservata ai genitori e un forte legame con il giardino.

L’orientamento est-ovest del lotto presentava la sfida di una potenziale concentrazione della luce solare quasi esclusivamente sul retro. Anziché subire questo vincolo, il team di progetto ha introdotto una sequenza di cortili esposti a nord lungo l’asse longitudinale. A cura di Bethany Williamson e Vogue Grange, la natura si insinua così nel layout, diventando una presenza costante.

Se all’esterno l’edificio è definito da linee nette e volumi pieni, una volta varcato l’ingresso si accede a un’esperienza resa più armoniosa da un forte dialogo con la vegetazione e con la luminosità naturale, oltre che da una selezione di finiture coerente. Il giardino, nella fattispecie, si integra con la struttura attraverso camminamenti in masselli di pietra e piantumazioni a foglia larga che sfumano i confini tra costruito e non.

Come nota lo stesso Kane: “La facciata della residenza Hanby è caratterizzata da un attento equilibrio di contrasti. Pensata come una serie di forme audaci e monolitiche, trasmette una forte idea di permanenza e privacy, rivelando solo scorci degli interni. Piuttosto che affidarsi all’ornamento, la composizione è ammorbidita da strati di intonaco texturizzato e dal paesaggio che avvolge gradualmente la dimora. Elementi che insieme creano una presenza serena e senza tempo”.

All’interno, la planimetria si sviluppa secondo un ritmo alternato di compressione e dilatazione. I passaggi chiusi si aprono su ambienti luminosi e scorci incorniciati del verde. Questo approccio permea anche il livello ipogeo: un cortile ribassato e alberi che si elevano verso i piani superiori.

La scelta della materia e la palette cromatica obbediscono a una rigorosa essenzialità. Le superfici in intonaco grigio a calce, i pavimenti in legno chiaro e i blocchi compatti in pietra venata forgiano un linguaggio neutro, che lascia parlare i chiaroscuri ed evita gli eccessi decorativi. In questo scenario, gli arredi sono ridotti al minimo. Sedute sinuose dai toni desaturati, mensole sospese incorporate nella muratura, tende leggere a tutta altezza e lavabi in pietra a sbalzo dal carattere scultoreo concorrono al senso di calma e misura del progetto.