ARCHITETTURA
House in Oia

A Santorini, Kapsimalis Architects firma una dimora che rilegge il cubismo cicladico tra volumi bianchi e spazi ipogei. Un gioco di pieni e vuoti dove la pietra vulcanica e l’intonaco dialogano con i vigneti e il blu dell’Egeo

Non è l’edificio a imporsi sul paesaggio, ma viceversa. Prende forma da questa inversione la residenza messa a punto da Kapsimalis Architects alla periferia di Oia, sull’isola di Santorini. In una zona rurale, al margine del tradizionale borgo greco con le sue tipiche case imbiancate a calce, la casa guarda a nord-ovest verso i vigneti e il Mar Egeo.

Vi si accede percorrendo un’antica e stretta strada pedonale che collega la via principale lungo la caldera con i terreni coltivati più a valle. In questo rapporto diretto tra insediamento e contesto, e nella sagoma allungata del lotto attraversato da un terrapieno in pietra, il progetto si configura come una composizione di volumi bianchi che reinterpretano l’architettura cubica locale.

Gli ambienti si sviluppano su tre livelli. Affacciato sul cortile principale, il piano terra comprende ingresso, soggiorno, sala da pranzo, cucina, una camera con bagno privato, un bagno di servizio, una zona biblioteca e la scala interna. Al primo piano trovano posto due camere da letto con servizi, mentre il livello inferiore accoglie un secondo soggiorno, uno studio, una cantina con bar, una palestra con sauna e bagno, oltre a due camere per gli ospiti.

E se al piano superiore sfilano le terrazze delle stanze, gli spazi del pianterreno si estendono all’esterno attraverso una sequenza di corti e patii con varie zone rispondenti a diverse funzioni: tra queste, un’area barbecue coperta, una zona pranzo, uno spazio più raccolto con camino e una piscina.

L’interrelazione di pieni e cavità crea una continuità spaziale orizzontale e verticale, e contribuisce a una migliore illuminazione naturale per mezzo di patii e lucernari. Al contrario, gli ambienti al livello inferiore, rilettura delle case-grotta che un tempo punteggiavano questo territorio, si espandono in profondità fino a scomparire nel terreno e lasciando aperture solo sulla facciata in pietra.

Anche la scelta dei materiali è legata al luogo: pietra vulcanica proveniente dal terrapieno esistente e dagli scavi, per murature esterne e recinzioni; intonaco bianco per le porzioni emergenti; legno di iroko per i pergolati; marmi beige e grigi per le pavimentazioni. Il sistema costruttivo integra soluzioni per l’efficienza energetica, tra cui isolamento ad alte prestazioni, pareti di grande spessore, aperture calibrate sull’orientamento, coperture verdi e superfici d’acqua.

All’interno tornano gli stessi principi compositivi. Ai livelli superiori prevalgono tonalità chiare e arredi su misura dalle geometrie essenziali; al piano inferiore emergono colori più scuri e forme curve. Materiali naturali come pietra, legno, metallo e vetro sono impiegati in modo coerente, introducendo variazioni misurate. Nel living, una seduta continua integrata nello spazio accompagna lo sguardo verso un’apertura ad arco che inquadra la vegetazione mediterranea, la costa e l’orizzonte.