ARCHITETTURA
Jericho House

Lo studio Olivia Fauvelle Architecture utilizza piastrelle smaltate e architravi in cemento per trasformare la dependance e il cortile di una casa nel sud della Francia

Jericho House si trova alla periferia di Marsiglia, dove architettura e paesaggio convivono in un equilibrio delicato. Qui, il progetto firmato da Olivia Fauvelle Architecture trasforma una casa in pietra dei primi del Novecento e la sua dependance – un’antica rimessa per carrozze – in un unico organismo fluido, collegato da un giardino rigoglioso e da spazi esterni che invitano al relax e alla condivisione.

L’obiettivo dello studio era creare un collegamento continuo tra i due edifici attraverso il giardino lungo e stretto che li separava. Dopo una prima ristrutturazione del corpo principale, avvenuta nel 2019, ora Olivia Fauvelle ha restaurato e ampliato il piccolo annesso, trasformandolo in uno spazio abitabile con una camera, una sala giochi e un bagno. Un nuovo corridoio vetrato collega la dependance alla casa, mentre una terrazza piastrellata e una piccola piscina fanno da cerniera tra interno ed esterno.

L’intervento conserva i materiali storici, aggiungendo nuovi elementi con un linguaggio essenziale. Le murature in pietra e le capriate in legno della vecchia costruzione si combinano con due architravi in cemento a vista, che uniscono fisicamente e simbolicamente i volumi di Jericho House. Queste travi disegnano la nuova struttura e accentuano la profondità e la pulizia del volume.

Le pareti esterne si rivestono di intonaci chiari e di piastrelle smaltate color verde intenso, che riflettono la luce e i colori dell’acqua del giardino

Le pareti esterne si rivestono di intonaci in tonalità chiare e di piastrelle smaltate color verde intenso, che riflettono la luce, le stagioni e i colori dell’acqua del giardino. Come spiega Fauvelle, “le superfici ceramiche cambiano con la luce e il tempo, restituendo vita agli spazi”. Anche all’interno, le pareti bianche in pietra e le grandi finestre aggiungono luminosità, mentre una tenda curva in tessuto bianco filtra le vedute sul giardino, creando un’atmosfera morbida e teatrale.

La progettazione degli spazi aperti si ispira alle composizioni paesaggistiche di Lina Bo Bardi, dove natura e architettura dialogano in continuità. Il giardino diventa così parte integrante della casa, un percorso che rivela il lotto in una sequenza di strati successivi. Un sentiero parallelo accompagna l’ingresso, collegando la casa principale alla dépendance attraverso spazi verdi che mutano con la luce.

Gli interni riflettono un dosato equilibrio tra materiali antichi e contemporanei. I pavimenti in cemento lucidato e le pedane, sempre in cemento, segnano variazioni di quota e introducono ritmo e movimento, mentre elementi storici dialogano con dettagli moderni. Emblematico il camino del soggiorno che, reinterpretato con materiali dal linguaggio attuale, diventa simbolo di questa contaminazione.

La fusione tra passato e presente si manifesta anche nei materiali ricorrenti: le stesse piastrelle ceramiche verdi usate all’esterno compongono i rivestimenti dell’area bagno, rimarcando la continuità visiva e concettuale del progetto.