L’architetto giapponese Masahiro Katsume firma un villaggio sperimentale immerso nelle foreste della Lituania. Promuovendo una nuova visione dell’abitare collettivo
Konga Village è un intervento architettonico immerso nelle foreste della Dzūkija, in Lituania, che ridefinisce il concetto di sostenibilità sociale attraverso un linguaggio progettuale all’avanguardia. Firmato dall’architetto giapponese Masahiro Katsume, il progetto promuove una nuova visione dell’abitare collettivo, in cui la dimensione comunitaria si integra con la tutela della privacy e un rapporto armonico con il paesaggio.
Gli spazi comuni – tra cui una sauna galleggiante, depositi condivisi per barche e attrezzature da pesca, un’area con camino e una zona ludica per bambini – favoriscono la coesione sociale, incentivando momenti di incontro e condivisione. All’interno di questo sistema relazionale, l’identità individuale si dissolve a favore di una coscienza collettiva, dove il senso di appartenenza si fonda su pratiche quotidiane condivise.
La filosofia progettuale di Katsume, fortemente antropocentrica, si traduce nella creazione di spazi democratici, capaci di influenzare positivamente il comportamento e l’esperienza degli abitanti. Il suo approccio dimostra come l’architettura possa fungere da ponte non solo tra l’uomo e la natura, ma anche tra gli individui stessi, contribuendo alla costruzione di comunità resilienti e solidali. Il Konga Village, quindi, supera i confini della tipologia residenziale convenzionale, proponendosi come modello sperimentale per le comunità del futuro, in cui sostenibilità ambientale e benessere sociale diventano principi guida del progetto architettonico.
Il complesso è costituito da otto unità abitative identiche, pensate come case estive, ciascuna con una superficie di 75 metri quadrati, a cui si aggiunge una terrazza affacciata sul lago e sulla foresta. La planimetria interna è organizzata secondo uno schema a pianta aperta, che consente la massima libertà di movimento e invita a un’interazione giocosa con lo spazio domestico.
Il progetto degli interni è stato affidato all’architetto danese Mette Fredskild, il cui linguaggio espressivo è fortemente influenzato dalla sua lunga permanenza in Giappone. La sua interpretazione dello stile Japandi – sintesi tra l’essenzialità giapponese e la funzionalità scandinava – dà vita ad ambienti caldi, accoglienti e coerenti con l’impianto concettuale del villaggio. Questa fluidità spaziale, tipica della cultura abitativa giapponese, rafforza il senso di appartenenza e facilita la costruzione di legami autentici tra gli abitanti.