Una mostra indaga diciassette progetti firmati da Ignazio Gardella tra Alessandria, Milano, Genova e Venezia. Attraverso documenti originali, fotografie, disegni e schizzi
La città di Alessandria celebra uno dei più importanti protagonisti dell’architettura del Novecento con la mostra Ignazio Gardella. Progettare la città, in programma fino al 15 marzo presso la sede delle Sale d’Arte.
La mostra nasce da un approfondito lavoro di ricerca avviato dal curatore Emanuele Piccardo e si articola in tre parti principali che raccontano le architetture più significative di Ignazio Gardella, dalle quali emerge la sua continua ossessione di progettare la città, anche nei centri storici.
Figura centrale del razionalismo italiano, Gardella ha iniziato la sua attività nella cittadina del basso Piemonte nel 1928, alla morte del padre Arnaldo che, insieme all’ingegnere Luigi Martini, aveva fondato uno studio di architettura specializzato in architetture sanitarie.
Si laurea nel 1928 in ingegneria al Politecnico di Milano e poi in architettura allo Iuav nel 1949: per questo Gardella rappresenta la perfetta sintesi tra l’architettura e l’ingegneria, sommando le doti tecniche a quelle progettuali. È nel 1939 che Gardella accompagna Giuseppe Pagano in Finlandia dove conosce Alvar Aalto, con il quale rimarrà in contatto per molto tempo.
Nel 1955 riceve il Premio Olivetti per l’architettura poiché secondo la giuria le sue prime opere avevano dimostrato come “l’essenzialità costruttiva, l’aderenza funzionale, l’uso schietto dei materiali potevano essere attributi eminenti di una libera fantasia accompagnata da rigore morale, e come un linguaggio figurativo franco e originale poteva conferire a costruzioni a carattere sociale e collettivo un’espressione veramente significativa, contro la falsa retorica del tempo”.
L’esposizione indaga diciassette progetti firmati da Ignazio Gardella tra Alessandria, Milano, Genova e Venezia attraverso documenti originali, fotografie, disegni e schizzi, insieme a una campagna fotografica realizzata appositamente per la mostra da Marco Introini ed Emanuele Piccardo, alla quale si affiancano alcune fotografie storiche di Gabriele Basilico.
L’obiettivo è mostrare la capacità dell’architetto milanese di “progettare la città” attraverso architetture pensate come frammenti urbani in dialogo con il tessuto esistente. Un momento fondamentale anche per l’evoluzione dei successivi progetti gardelliani.
Ignazio Gardella. Progettare la città è anche una pubblicazione, edita da plug_in, a cura di Emanuele Piccardo, che raccoglie i contributi degli storici dell’architettura Luca Guido e Gregorio Carboni-Maestri, dello storico Roberto Livraghi, dell’urbanista Andrea Vergano, degli architetti Angelo Lorenzi, Claudia Cavallo e Pierluigi Serraino. Il libro raccoglie per la prima volta un apparato di materiali di archivio tra i quali testi manoscritti letti alla radio, interviste e lezioni universitarie che costituiscono un palinsesto utile a comprendere i temi e le posizioni culturali di Gardella.