Ad Antiparos, ARP trasforma un antico torchio vinario in una casa sul mare. Continuità materica e interventi puntuali ridefiniscono il rapporto tra memoria storica e nuove funzioni abitative
In alcuni progetti la trasformazione si manifesta come una condizione intermedia, priva di un confine preciso tra vecchio e nuovo. E’ quello che succede a Patitiri House, un antico torchio per la produzione del vino sull’isola di Antiparos, nelle Cicladi, che il progetto dello studio ARP – Architecture Research Practice trasforma in una residenza sul mare.
L’intervento lavora su questa ambiguità: non riconversione, non semplice conservazione, ma una ridefinizione del modo in cui il manufatto viene letto, abitato, attraversato. Il nome stesso – “Patitiri”, in greco torchio – mantiene attiva una precisa memoria storica. Negli Anni 30, questo volume in pietra ospitava la pigiatura dell’uva; oggi, la sua ridestinazione d’uso è netta, ma non enfatizzata.
Al contrario, il progetto assume la continuità come principio e la memoria come vincolo implicito. L’edificio non è tutelato, ma viene trattato come se lo fosse: non per obbligo normativo, quindi, ma per riconoscimento del suo statuto all’interno del paesaggio e della storia dell’isola.
Le murature in pietra vengono restaurate, la volumetria resta invariata, l’immagine esterna si mantiene riconoscibile. Le poche modifiche – un lavello in pietra di recupero, un tavolo in marmo Dionysos disegnato su misura, la ritinteggiatura delle persiane in azzurro – spostano leggermente il registro percettivo con interventi puntuali, leggibili, ma sempre in sottofondo.
Cucina e bagni diventano i punti focali dell’intervento, dispositivi attraverso cui si ricalibra l’abitabilità degli ambienti senza compromettere la continuità materica e spaziale. La pietra esistente definisce l’ambito costruttivo, la sua massa e la sua inerzia termica stabiliscono il fondo su cui operare. A questa base si sovrappongono due materiali: il rovere massello verniciato bianco e il marmo di Naxos. Il primo introduce fluidità e misura, costruendo superfici e arredi senza discontinuità percettive. Il secondo, di provenienza locale, agisce come elemento che detta volumi e dettagli.
Le superfici conservano il loro aspetto, le irregolarità della pietra restano leggibili, mentre gli elementi nuovi si inseriscono con una precisione che evita sia il contrasto che la mimetizzazione. La luce naturale, amplificata dall’apertura verso il mare, lavora su queste differenze minime, rendendole percepibili.
Il rapporto con l’esterno completa il quadro. Il patio diventa estensione dello spazio, la soglia si riduce fino quasi a scomparire, la prossimità al mare entra a far parte dell’abitare. Una condizione già presente in sottofondo, che in questo modo diventa operativa.