ARCHITETTURA
Rathmor House

Ispirata alla vicina Cranbrook Academy of Art in Michigan, la Rathmor House di Adam Jordan reinterpreta la tradizione costruttiva locale attraverso il laterizio, il paesaggio e un raffinato progetto d’interni

A Bloomfield Hills, Michigan, la tradizione del laterizio incontra una nuova sensibilità progettuale. È il principio alla base di Rathmor, una casa di famiglia di 371 metri quadrati progettata da Adam Jordan Architecture and Interiors, studio newyorkese che guarda all’architettura del territorio e alla sua storia per reinterpretarla attraverso un linguaggio fatto di proporzioni, materia e dettagli calibrati.

Il principale riferimento stilistico è la vicina Cranbrook Academy of Art, complesso progettato dall’architetto finlandese Eliel Saarinen alla fine degli Anni 20 e considerato un punto di riferimento per la nascita del modernismo americano. Qui il rigore funzionale dell’architettura moderna convive con una forte attenzione all’artigianalità: il mattone, utilizzato tanto come elemento strutturale quanto decorativo, viene disposto secondo trame, variazioni di profondità e disegni che ne amplificano la presenza.

È proprio questa interpretazione del laterizio ad aver guidato Adam Jordan nella progettazione di Rathmor. “Era anche un’opportunità per esplorare un materiale meno comune nel nostro lavoro”, racconta l’architetto. Un materiale apparentemente tecnico che, se utilizzato con cura e precisione, può invece introdurre nell’architettura calore, ritmo ed espressività.

Lo studio ha scelto un Roman Brick dalle calde tonalità brune, posato con estrema precisione da un maestro muratore locale. Il laterizio diventa così il principale elemento unificante dell’involucro, accompagnando i diversi volumi della casa attraverso una posa che cambia a seconda dell’altezza.

Al piano terra i mattoni seguono infatti un andamento prevalentemente orizzontale, mentre sulle porzioni superiori della facciata assumono una disposizione verticale. A rendere ancora più evidente questa variazione interviene un reveal continuo che corre lungo l’intero perimetro dell’edificio, insieme ad alcuni elementi leggermente aggettanti. Piccole differenze che, nell’arco della giornata, catturano la luce e producono un articolato gioco di ombre.

Il riferimento a Cranbrook non si esaurisce però nel trattamento del mattone. Come nei cortili a mosaico dell’accademia, anche Rathmor alterna ai volumi costruiti una serie di spazi verdi introversi, ottenuti scavando vere e proprie porzioni di vuoto tra i corpi della casa.

Uno di questi cortili, con un esemplare di cornus kousa al centro, introduce una dimensione più intima nel progetto e porta la natura dentro la composizione architettonica. Il paesaggio, progettato da Dul Landscape Architecture, prosegue all’esterno con fasce di alte graminacee, alberi ornamentali e specie capaci di costruire una successione di quinte verdi intorno alla casa.

L’obiettivo è fare in modo che l’abitazione appaia familiare rispetto al proprio contesto, senza però rinunciare a un’identità contemporanea. Anche i porticati esterni partecipano a questa idea: ampi e pensati per essere vissuti durante le diverse ore della giornata, diventano una soglia intermedia tra gli ambienti domestici e il paesaggio di Bloomfield Hills.

All’interno, la stessa attenzione alla materia si traduce in un’atmosfera più calda e raccolta. Adam Jordan ha progettato personalmente diversi elementi su misura, costruendo un dialogo tra arredi custom e pezzi di design.

Nella sala da pranzo, un tavolo in travertino disegnato dallo studio è circondato dalle sedie Dialogo di Afra e Tobia Scarpa per Tacchini, mentre un lampadario in ottone Lino di Danke Galerie richiama, nello stile, le creazioni di Hans-Agne Jakobsson. Nel living, invece, il tavolino SY, anch’esso disegnato da Adam Jordan, dialoga con il divano modulare Peanut B. di Mauro Lipparini per Bonaldo, con riproduzioni custom di lounge chair in stile Jeanneret e tavolini laterali in legno e metallo.

Nella camera padronale, ampie superfici vetrate mettono in relazione l’interno con il paesaggio, mentre il letto e i comodini custom progettati dallo studio vengono accostati a lampade da parete di Apparatus, a un tappeto Loloi e a una Little Big Chair di NORR11. Materiali, tessuti e arredi contribuiscono così a una percezione fortemente tattile dello spazio.