RESTAURO
Riapre l’Ala Scarpa a Possagno

Dopo il restauro avviato nel 2025, ha riaperto al pubblico l’ala progettata da Carlo Scarpa per il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno. Un intervento complesso che restituisce uno dei più raffinati dialoghi tra architettura, luce e spazio museale del Novecento italiano

Il 29 maggio 2026 ha riaperto al pubblico l’Ala Scarpa del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, in provincia di Treviso, dopo un importante intervento di restauro avviato nel giugno 2025. Progettata da Carlo Scarpa nel 1957 come ampliamento della storica gypsotheca neoclassica, l’opera rappresenta ancora oggi una delle testimonianze più significative del dialogo tra architettura moderna e patrimonio artistico nel Novecento.

L’Ala Scarpa costituisce uno dei progetti più complessi e delicati dell’architetto veneziano. Le sofisticate soluzioni costruttive adottate durante il cantiere, spesso definite direttamente in corso d’opera per tradurre un’idea spaziale in continua evoluzione, hanno reso nel tempo particolarmente complessa la conservazione dell’edificio.

Il restauro è stato preceduto da un lungo lavoro di ricerca e analisi volto a ricostruire le trasformazioni subite dalla struttura nel corso degli anni. Lo studio ha incluso indagini bibliografiche e archivistiche, rilievi strumentali in situ e un’approfondita lettura critica dei dati raccolti, passaggi fondamentali per definire un intervento rispettoso dell’identità architettonica dell’opera.

I lavori, sviluppati dallo studio Muratori e Zanon di Padova, si sono concentrati in particolare sul cosiddetto Cannocchiale, uno degli spazi più iconici del percorso espositivo scarpiano. Questo ambiente, costruito come punto culminante dell’esperienza spaziale progettata da Scarpa, incornicia la vista verso il gruppo scultoreo delle Tre Grazie e rappresenta uno dei principali fulcri percettivi dell’intero museo.

Una prima fase urgente dell’intervento ha riguardato la messa in sicurezza della copertura e la protezione dell’area, con particolare attenzione al sistema di smaltimento delle acque meteoriche, individuato tra le principali cause del degrado. Successivamente il cantiere ha affrontato il rifacimento della copertura attraverso il recupero e il riutilizzo, dove possibile, dei materiali originali.

All’interno del Cannocchiale il restauro ha interessato intonaci, superfici lapidee, elementi lignei e componenti metalliche, con interventi mirati a preservare l’aspetto originario degli spazi. Anche le grandi vetrate sono state sottoposte a operazioni di consolidamento e messa in sicurezza.

Parallelamente è stato avviato un progetto pilota dedicato a una delle teche espositive progettate da Carlo Scarpa, curato da Andrea Mantovani insieme a Siro Andrich. Attraverso lo smontaggio e il rimontaggio controllato della struttura, il lavoro ha permesso di sviluppare un modello operativo per i futuri interventi di restauro dell’intero sistema espositivo dell’Ala Scarpa, con particolare attenzione sia agli aspetti conservativi sia alla sicurezza delle opere, anche in chiave antisismica.

I nuovi fondi già stanziati dal Ministero della Cultura consentiranno ora di estendere queste acquisizioni progettuali e metodologiche al resto dell’allestimento, proseguendo il percorso di tutela di uno dei più importanti capolavori museografici del Novecento italiano.