ARCHITETTURA
Rifugio siciliano

Una casa vacanze contemporanea immersa nel verde a pochi chilometri da Noto. Un progetto di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo che si caratterizza per le linee essenziali, i pannelli incernierati e gli interni intimi e moderni

La vista è riposante e ininterrotta. Il silenzio è rotto solo dai suoni della natura: cicale, uccelli, vento, poco altro. Nella casa vacanze di un editore italiano di libri d’arte contemporanea, la fusione con la natura è il primo, più evidente dettaglio. Ciò che ha guidato fin dall’inizio il progetto architettonico della siciliana Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. Il paesaggio qui è davvero unico: la campagna selvaggia non lontano da Noto, in provincia di Siracusa, tra campi di ulivi, aranci e mandorli profumati. Per non parlare del mare: distante pochi chilometri, è vero, ma allo stesso tempo presente e rassicurante, nella sua intensa tonalità di blu.

A raccontarci il progetto con (comprensibile) entusiasmo è la padrona di casa. “Il terreno era incontaminato, senza ruderi: ciò che ci interessava era un progetto di architettura contemporanea, un edificio completamente nuovo. La richiesta all’architetto: un budget limitato a disposizione come punto di partenza e il legno, che doveva essere il materiale dominante”. Idee e fatti immediatamente recepiti da Grasso Cannizzo, che ha progettato un’abitazione compatta su un sito di novemila metri quadrati, perfettamente integrata nel paesaggio, quasi mimetizzata nella vegetazione.

Personalità discreta e funzionalità sono diventati due elementi fondamentali del progetto architettonico. Infatti, da chiuso, l’edificio sembra quasi privo di dettagli, fatta eccezione per la struttura portante della terrazza esterna con pavimentazione Orsogril, dotata di due binari che sostengono il volume mobile. Come spiega il proprietario, “l’edificio è composto da un corpo fisso riservato all’abitazione padronale, realizzato con elementi prefabbricati in cemento armato, e da un corpo mobile destinato agli ospiti, realizzato con una struttura in ferro. Quest’ultimo scorre su binari ancorati alla struttura portante della terrazza. Se chiuso, funge da barriera protettiva; quando rimane aperto, lascia al suo posto un’ampia terrazza esterna rivolta verso la campagna e il mare”.

Per consentire la chiusura totale del volume, una serie di pannelli incernierati, mentre una serie di aperture contrapposte assicurano la ventilazione naturale a tutti gli ambienti interni. Un ulteriore obiettivo per l’architetto era proprio quello di preservare l’aria fresca, soprattutto durante le lunghe settimane estive: le robuste fondazioni in cemento che elevano la struttura hanno contribuito a raggiungerla, insieme alla formazione di una parete ventilata in okumé sui lati esterni in cemento armato.

In realtà, l’intera struttura del volume fisso è in cemento armato prefabbricato, anche a causa del terreno argilloso instabile che si trova in forte pendenza (un elemento che ha escluso l’utilizzo di soluzioni strutturali più comuni). Il fatto che il piano terra della casa sia sollevato da tre elementi aggettanti a squadra in cemento armato conferisce alla struttura un tratto grafico-strutturale; lo stesso che si può riconoscere nella maggior parte dei recenti progetti di Grasso Cannizzo. All’interno, lo spazio è limitato ma non opprimente: anzi, si direbbe arioso e aperto. Oltre al soggiorno con cucina, si trova una camera da letto con bagno en suite nell’edificio principale, mentre altre due camere da letto e un bagno si trovano nella zona ospiti.

Nella scelta degli arredi si ritrova il leitmotiv del minimalismo e del credo less is more. “Voglio avere solo pochi mobili, essenziali. Molti pezzi di modernariato, qualche mobile nordeuropeo, come la libreria String, qualcosa di designer importanti, come il tavolo del soggiorno di Ignazio Gardella o la sedia di Egon Eiermann, trovati su eBay, e altri pezzi di Tom Dixon, Michele De Lucchi e Arne Jacobsen”. Nulla di superfluo, questo è certo, in un invito implicito a uno stile di vita semplice e a contatto con la natura. I cui colori risuonano in ogni stanza, ricordando ancora una volta che è il paesaggio la vera ispirazione del progetto.