ARCHITETTURA
Shoreham House

In Australia, studio Noxon trasforma un cottage balneare di metà Novecento in una residenza sospesa che segue l’andamento del terreno e si apre verso l’alto. Sostenuta da una struttura in acciaio con colonne a V che richiamano i tronchi biforcuti degli eucalipti

Immersa nella vegetazione costiera della Mornington Peninsula, in Australia, una casa degli Anni 50 ritrova un nuovo equilibrio grazie all’intervento dello studio locale Noxon. Shoreham House, infatti, nasce dalla trasformazione di un cottage balneare di metà Novecento in una residenza sopraelevata. Che dialoga con la chioma degli eucalipti e con la complessa morfologia del sito.

Il contesto naturale, caratterizzato da una fitta vegetazione autoctona, da un terreno in pendenza e da aree soggette a rischio di allagamento e incendi boschivi, ha guidato ogni scelta progettuale. Lo studio, infatti, ha deciso di non cancellare l’edificio esistente, ma di estenderlo. Attraverso un nuovo volume che si solleva dal suolo e si protende verso il paesaggio.

L’ampliamento si sviluppa come una vera e propria protesi della casa originaria: una massa sospesa che segue l’andamento del pendio e si apre verso l’alto. Sostenuta da una struttura in acciaio con colonne a V che richiamano, per forma e ritmo, i tronchi biforcuti degli eucalipti circostanti.

Le colonne, disposte trasversalmente sotto il nuovo volume, liberano il suolo e garantiscono permeabilità visiva e funzionale. Lo spazio sottostante accoglie l’accesso, il parcheggio per gli ospiti e aree di gioco all’aperto. Mantenendo una relazione diretta con il terreno e il contesto naturale.

All’esterno, un involucro scuro in metallo e schermature in listelli di legno avvolgono entrambe le parti dell’edificio, offrendo protezione solare, privacy e resistenza agli incendi. Un giunto vetrato segna il punto di connessione tra il cottage originale – che oggi ospita le camere dei bambini e gli spazi di servizio – e l’estensione sopraelevata, destinata agli ambienti di vita principali.

Gli interni ribaltano la percezione più introversa dell’esterno. Qui domina una palette calda e naturale, fatta di legno, superfici neutre e tonalità morbide che richiamano sia una sensibilità scandinava sia l’immaginario domestico delle case costiere australiane. L’influenza nordica, legata alle origini danesi di uno dei proprietari, emerge nella semplicità delle forme e nella relazione diretta con la natura.

Il nuovo livello ospita un ampio spazio living che si affaccia sul paesaggio dall’alto, reinterpretando il ruolo del vecchio deck esterno, un tempo cuore della vita domestica. Una scala interna collega i diversi piani, accompagnando il dislivello del terreno e rafforzando il legame tra casa e paesaggio.

L’orientamento solare, le schermature mobili, le finestre e il lucernario lineare favoriscono ventilazione naturale e comfort termico. Il riscaldamento idronico, l’isolamento potenziato e l’impianto fotovoltaico consentono all’abitazione di coprire il proprio fabbisogno energetico.

Il recupero dei materiali originali, come i blocchi di pietra blu e i rivestimenti lignei interni, insieme alla scelta di preservare la vegetazione esistente, riduce l’impatto ambientale complessivo.