Tra algoritmi e alberi tropicali, Terrace Apartment ridefinisce il concetto di abitare contemporaneo. Guto Requena traduce le emozioni in materia, rendendo la casa un organismo interattivo dove empatia e sostenibilità sostituiscono la vecchia idea di comfort
A San Paolo, in un edificio modernista progettato nel 1962 da Botti e Rubin Arquitetos, l’architetto e designer brasiliano Guto Requena sperimenta un nuovo linguaggio dell’abitare che unisce natura e tecnologia. Il suo Terrace Apartment – oggi casa e laboratorio per lui e il suo compagno – è un’opera-manifesto che traduce vent’anni di ricerca sull’impatto delle tecnologie digitali in architettura e design.
Più che una ristrutturazione, si tratta di una riconfigurazione spaziale e concettuale di un’icona modernista. Requena reinterpreta la struttura originale, trasformando un appartamento privo di balcone in una abitazione-giardino dove il confine tra interno ed esterno scompare.
Tutta la residenza è avvolta da un ecosistema verde composto da una selezione di specie autoctone, alberi da frutto, un orto produttivo, rampicanti e specie fiorite. Fioriere e pareti verdi richiamano i principi
dell’architettura sostenibile attraverso il design biofilico. Inoltre, l’apparato vegetale crea un microclima stabile, capace di mitigare la temperatura e purificare l’aria in una metropoli caotica e inquinata come San Paolo.
La casa ripensa anche la distribuzione tradizionale degli spazi domestici: non più la rigida tripartizione borghese in zona giorno, notte e servizio, ma un fluido sistema di attività. Dormire, lavorare, cucinare, ricevere amici, curare le piante o rilassarsi: ogni funzione si manifesta in set variabili, ottenuti grazie a pareti mobili, pannelli scorrevoli e automazioni intelligenti. E tutto – dagli accessi all’illuminazione, dall’irrigazione all’audio – è gestito da un sistema domotico controllabile da smartphone o con la voce.
cavi di rete, microcontrollori e sensori sono stati integrati in modo invisibile nel design, creando una casa completamente moderna e ultra-connessa
Materiali analogici e componenti digitali convivono in una architettura ibrida, dove calcestruzzo, mattoni e legno dialogano con microcontrollori e sensori invisibili. È una riflessione sulla nostra epoca connessa, in cui il cemento incontra il virtuale per costruire uno spazio reattivo, capace di comunicare con chi lo abita. Il risultato è un ambiente in costante mutazione, che risponde alle esigenze quotidiane come un organismo vivente.
Il pannello paramétrico in legno Sucupira, che scherma la facciata, omaggia l’estetica modernista dello stabile originario. Il suo disegno è generato da un algoritmo che simula il percorso del sole: linee più sottili o più dense modellano la luce e rendono omaggio al muxarabi brasiliano del 1956 di Albina Botti.
Ma il vero cuore emotivo del progetto è l’installazione Heart Wall, un’opera interattiva firmata dallo stesso studio: piccoli bozzoli luminosi pulsano al ritmo del battito cardiaco di chi li tocca, registrandone l’impronta affettiva. È una mappa luminosa di empatie domestiche, dove la tecnologia si trasforma in emozione.
The Terrace Apartment è il risultato di 20 anni di ricerca e di studi sugli impatti delle nuove tecnologie digitali in architettura, urbanistica e design
Gli arredi mescolano maestri del design brasiliano – Sérgio Rodrigues, Lina Bo Bardi, Jean Gillon, i fratelli Campana, Zanine Caldas – con designer emergenti come Guilherme Wentz, Carol Gay e Lucas Neves, oltre a firme internazionali come Maarten Baas, Citterio, Morrison e Gehry. Tutti pezzi che dialogano con i prototipi di Requena, realizzati in legni certificati e riciclati, tra cui il vecchio pavimento in Ipê che è stao trasformato in scrivanie e complementi.
Nella cucina, pensata come centro relazionale, il piano di lavoro diventa scenografia per cene o postazioni di coworking. L’ufficio ruota automaticamente per aprirsi alla vista o accogliere la consolle nei giorni di festa. Il salone, con un proiettore da 120 pollici, si trasforma da cinema domestico a galleria d’arte digitale, dove scorrono NFT e video interattivi. Di sera, basta richiamare un comando vocale e i sensori riconfigurano luci e suoni in modalità party, trasformando lo spazio in una pista che vibra al ritmo della musica.
Un progetto innovativo e visionario che racchiude la filosofia di Guto Requena: un’architettura empatica, capace di generare emozioni attraverso la tecnologia. Le sue ricerche – dalla serie Love Project, che traduce parametri biologici in forme stampate in 3D, fino al padiglione Mapped Empathies che riproduce battiti cardiaci come luce – trovano in questa casa il loro manifesto.
Il Terrace Apartment è insieme rifugio, esperimento e progetto politico: mostra che si può vivere la metropoli senza rinunciare al rapporto con la natura e con gli altri. L’abitazione non è più una scatola chiusa, ma un dispositivo di relazioni e connessioni. Nell’era post-digitale, Requena suggerisce una nuova direzione etica per l’architettura: rendere visibile l’invisibile, la trama affettiva tra persone, tecnologia e ambiente. Qui, ogni battito diventa luce, ogni gesto informazione, ogni pianta una complice del benessere. È la nuova architettura del sentire, in equilibrio tra algoritmi e natura.