ARCHITETTURA
Villa Sagalid

Un rifugio immerso nell’arcipelago di Stoccolma. Sandell Sandberg rilegge la tradizione nordica attraverso la luce e la materia. Con pareti ceramiche cangianti come la corteccia dei pini, che trasformano l’abitare in un’esperienza sensoriale

Arroccata su una scogliera che si affaccia sulle acque dell’arcipelago di Stoccolma, Villa Sagalid emerge come una scultura abitabile, un organismo geometrico che dialoga con il paesaggio costiero da cui sembra prendere forma. La composizione, stratificata e cubista, affascina per i suoi volumi puri e per il rivestimento che ricopre la struttura: un manto di piastrelle artigianali smaltate che mutano colore e riflessi al variare della luce.

“L’area è ricca di pini e ho immaginato che la ceramica ricordasse, ingrandita, la corteccia degli alberi” racconta Thomas Sandell, founder dello studio Sandell Sandberg di Stoccolma. “La base è marrone scuro con tonalità blu che captano la luce del cielo: un piccolo espediente che ha funzionato perfettamente. Si integra con il paesaggio e al tempo stesso mantiene un’intrinseca eleganza”.

Villa Sagalid fa parte di una serie di rifugi progettati da Sandell sulle isole dell’arcipelago, compresa la sua stessa casa estiva. Questo progetto, commissionato da una giovane famiglia, occupa un lotto sull’isola di Djurö, collegata alla terraferma da una sequenza di ponti e raggiungibile anche via mare. Il terreno, già occupato da un cottage costruito in sostituzione di una casa distrutta da un incendio, offriva una posizione straordinaria: un affaccio panoramico tra pini secolari e rocce scolpite dal vento.

L’idea è stata quella di sostituire il precedente edificio con una residenza su misura, capace di integrarsi con la topografia irregolare del sito e di assecondare la vegetazione esistente. La casa si sviluppa su quattro livelli, parzialmente incassati nel pendio: il piano inferiore si apre su una piattaforma con piscina affacciata sull’acqua, mentre quello superiore si estende verso un’ampia terrazza laterale, che moltiplica gli spazi all’aperto.

La configurazione interna è pensata per offrire flessibilità: in estate le grandi vetrate scorrevoli tra cucina e zona pranzo dissolvono i confini tra interno ed esterno, mentre nei mesi più freddi la casa si richiude intorno ai suoi ambienti più raccolti: il soggiorno, la biblioteca e una winter room dedicata alla musica e alla convivialità. Le camere da letto si trovano al terzo livello, mentre in cima, come una casa sull’albero, si apre la sky lounge, un punto di osservazione sospeso con vista totale sull’arcipelago.

Ovunque, finestre a tutta altezza incorniciano scorci sul paesaggio, creando transizioni morbide tra dentro e fuori. Le variazioni di quota e di volume portano movimento negli interni, mentre la composizione materica – legno, pietra, ceramica – costruisce un’atmosfera calda e avvolgente. Accanto alla residenza principale, Sandell ha realizzato anche una guest house e un padiglione yoga in legno e vetro, spazi di fuga e meditazione immersi nel silenzio della foresta.

Ma come già accennato, l’elemento caratterizzante e distintivo nel progetto della villa è l’insolito rivestimento ceramico, che in parte si ispira al lavoro di Alvar Aalto. Le piastrelle, irregolari e luminose, donano all’architettura una vibrazione quasi organica. “La forza della ceramica sta nella possibilità di creare forme e pattern propri” spiega Sandell. “In un contesto esposto come questo, resistere a vento e umidità è fondamentale. La ceramica è un materiale resistente e poetico insieme, e consente di ottenere risultati unici”.

Così, tra geometrie pure, luci che cambiano e una pelle cangiante, Villa Sagalid rivela il volto più lirico e contemporaneo dell’architettura scandinava: un equilibrio sensibile tra razionalità costruttiva e immersione nel paesaggio.

Questo articolo è estratto da The Book 33. Sfoglia il magazine