Nei boschi del Quèbec, gli studi Oyama e Julia Manaças progettano una casa che dialoga con il bosco. Un corpo unitario che gli architetti scompongono in entità separate per aderire alla topografia e ai diversi orientamenti del sito
C’è la cifra progettuale degli studi Oyama e Julia Manaças Architecte in Waterhouse, una residenza immersa nei boschi della cittadina di Sutton, nel Quebec. Interamente rivestita da scandole di legno, la casa sorge in una radura incorniciata da specchi d’acqua e pendii verdeggianti che si estendono fino alle vicine Green Mountains.
Le prime decisioni dei progettisti si sono concentrate sulle esigenze dichiarate dal cliente, che voleva una camera da letto principale al piano terra, una zona separata per gli ospiti e un’ampia zona living centrale. La casa, in sintesi, doveva essere adatta a un singolo occupante, ma sufficientemente spaziosa da accogliere familiari e amici. Partendo da queste premesse sono due i fili conduttori del progetto: la relazione dell’architettura con il paesaggio e una stratificazione volumetrica nella quale interni e spazi aperti si alternano con misura e originalità.
Waterhouse, quindi, nasce come un corpo abitativo unitario che gli architetti scompongono in entità separate per aderire alla topografia e ai diversi orientamenti del sito. Da questo approccio site specific nascono tre volumi autonomi: l’Atelier, la Great Room e la Torre.
Il volume dell’Atelier – dove è collocato l’ingresso della casa con un muro cieco che si affaccia sulla strada – ha una forma piramidale che accoglie un laboratorio, un’autorimessa e un soppalco – utilizzato come deposito – incastonato nella cavità della copertura.
Nella Torre, che si sviluppa su tre piani, sono posizionate le camere degli ospiti, ognuna con un diverso orientamento. Parzialmente circondata dagli alberi, la struttura ha il livello più basso che sprofonda parzialmente nel terreno – formando un ufficio con un’insolita vista semi-ipogea sul giardino – e si collega con una passerella alla terrazza sommitale della Great Room.
La Great Room ospita gli spazi comuni e la camera del proprietario. Orientato a sud per massimizzare l’esposizione solare, il volume include la cucina, il soggiorno e una sala da pranzo, tutti e tre illuminati dalla luce che filtra da un grande prospetto vetrato. All’interno – in corrispondenza del setto murario che separa la zona giorno dalla master bedroom – sono collocati anche un camino, alcuni vani di servizio e l’impianto di ventilazione.
I tre volumi, eterogenei per forma e funzioni, si armonizzano fra loro grazie all’utilizzo di un unico materiale di rivestimento: le scandole in legno di cedro – essenza che ricorre anche negli arredi e rivestimenti interni – che avvolgono interamente l’involucro.
Tra i volumi si apre un cortile interno con pareti rivestite in rovere che proseguono il linguaggio del legno verso l’interno della casa. Un lato accoglie i visitatori attraverso uno stretto passaggio tra l’Atelier e la Torre, mentre l’estremità opposta si apre su una terrazza che incornicia ampie viste sulla radura.
In questo modo il cortile diventa uno spazio di transizione che organizza il movimento in entrata e in uscita da ogni volume, rifiutando una sequenza rigida e lineare a favore di una circolazione più fluida e naturale.
Infine, un tetto verde sovrastante rafforza l’integrazione del progetto nel bosco. In questo modo le forme e i volumi sono un esplicito invito a passeggiare dentro, intorno e persino sopra la casa, sfruttando e valorizzando tutto ciò che il sito può offrire.