ARCHITETTURA
Yaw House

Progettata da KWK Promes tra le montagne della Polonia, Yaw House interpreta la topografia del luogo. Rendendola principio ordinatore di forma, distribuzione e rapporto con il paesaggio

Sui pendii dei Beskidi polacchi, una regione montuosa marcata da una forte continuità tra insediamenti umani e paesaggio forestale, KWK Promes progetta Yaw House, una casa che trova nella topografia dell’area – caratterizzata da un dislivello altimetrico – il suo principio ordinatore.

Il punto di partenza è una figura archetipica: una casa allungata con tetto a doppia falda, allineata agli edifici circostanti e coerente con il linguaggio dell’architettura locale. Da questa configurazione iniziale prende forma il gesto che dà il nome al progetto. Una lieve rotazione del volume, il cosiddetto yaw mutuato dal lessico aeronautico, consente infatti all’edificio di orientarsi verso l’esposizione migliore e, allo stesso tempo, di inserirsi con naturalezza nella morfologia del sito.

La rotazione non è un semplice espediente formale, ma diventa uno strumento di organizzazione spaziale. Sul fronte d’accesso trovano posto gli ambienti tecnici e il grande garage dedicato alla passione del proprietario per i veicoli off-road. Verso valle si apre invece la zona giorno, completamente orientata sul paesaggio e il giardino.

Al livello superiore si sviluppa la parte più privata della casa, con le camere raccolte in una dimensione riservata. L’intera distribuzione sembra derivare direttamente dalla relazione con il terreno, senza sovrastrutture compositive.

La sezione diventa così il vero campo di lavoro del progetto. Alcune parti della copertura si piegano e proseguono idealmente il profilo della collina, mentre le superfici verdi contribuiscono a ridurre la percezione dell’edificio nel paesaggio. Il confine tra architettura e topografia appare volutamente sfumato, come se la casa emergesse dal pendio più che essere costruita sopra di esso.

Durante l’edificazione una necessità imprevista ha modificato ulteriormente il progetto, con l’introduzione di una piscina inizialmente non prevista. L’elemento viene integrato all’interno dell’organismo architettonico fino a diventare il fulcro della vita domestica, mettendo in relazione la zona giorno, gli spazi dedicati al benessere e il giardino. Quello che avrebbe potuto configurarsi come un’aggiunta tardiva finisce invece per rafforzare la logica complessiva dell’intervento.

Yaw House rappresenta un passaggio interessante nello sviluppo della poetica dello studio. Se molti dei progetti che hanno reso celebre KWK Promes affidavano la propria identità a dispositivi architettonici espliciti e facilmente riconoscibili, qui il concetto si manifesta in modo più discreto. L’idea resta centrale, ma più che produrre un oggetto spettacolare si concentra sulla qualità della relazione tra edificio e luogo.

Ne deriva un’architettura che mantiene la semplicità dell’archetipo originario e al tempo stesso ne altera profondamente il comportamento. La casa non si limita ad adattarsi al paesaggio, ma lascia che sia il paesaggio stesso a determinarne forma, orientamento e organizzazione interna.