A Copenhagen, il designer Michael Falgren trasforma due vetrine storiche in una residenza con atelier dove luce naturale e materiali grezzi convivono
Nel centro storico di Copenhagen, una coppia di vetrine adiacenti è stata trasformata dal fotografo e designer Michael Falgren in Noura Residency, la sua casa con atelier e hub aperto alla scena creativa della capitale. Durante l’intervento, Falgren ha cercato di riscoprire l’anima dell’edificio risalente al 1700, inserendo negli spazi il suo stile, la sua personalissima visione.
“Cerco di non farmi condizionare da mode, scuole o tendenze. Mi concentro invece sul dare vita a ciò che esiste nella mia mente. Non ho una formazione in architettura e confesso che preferisco così. Se c’è un riferimento nel mio design, potrebbe essere la quieta sobrietà dei dipinti di Vilhelm Hammershøi, le loro luci e ombre, ma oltre a questo cerco di rimanere libero da influenze”, racconta Falgren.
Prevalgono le tonalità naturali: materiali come sabbia, argilla, legno, olio di lino, lana e sisal mantengono la palette ancorata a ciò che è già presente in natura. “Con questo progetto volevo sfidare l’idea che il nuovo sia sempre meglio, introducendo solo materiali naturali e sostenibili e antiche tecniche artigianali. L’intonaco di calce, ad esempio, è perfetto per rinnovare. Le superfici testurizzate dialogano con la struttura in modo bellissimo. E il processo è rapido”.
Trasformare gli spazi in poesia visiva è diventata una passione per Falgren, che sottolinea la sovrapposizione tra progettazione e fotografia: “La mia fascinazione per gli spazi mi ispira a catturarli, a immortalare quel qualcosa di specifico e intangibile. Creare spazi e fotografarli, per me, sono la stessa cosa. E tutto ciò che progetto riguarda la luce, che è anche un aspetto centrale della mia fotografia”.
Luce naturale, ombre morbide, texture e interni minimalisti si manifestano così nella quiete degli ambienti rinnovati. La moquette in sisal radica lo spazio living, mentre mobili bassi di designer danesi accentuano la verticalità degli ambienti. Le tende di Arne Aksel diffondono con grazia la luce del giorno, e il modo in cui la luce scorre sulle pareti in calce diventa esso stesso un’opera d’arte.
Gli oggetti sono pochi: ritrovamenti naturali – pietre, rami, steli secchi – disposti intuitivamente in composizioni spontanee. Nello spazio loft su più livelli, i pavimenti in cemento sono rifiniti con vernice a olio di lino, che dona una qualità riflettente, mentre una nuova scala minimale in cemento è stata introdotta per ottimizzare lo spazio e aggiungere un elemento grafico alla composizione.
“Non mi piace definire gli spazi. Una casa non dovrebbe essere solo un luogo dove abitare: dovresti poterla trasformare in qualsiasi cosa tu voglia, nel momento esatto in cui lo desideri. L’enfasi nella progettazione è tutta sulla luce naturale e la creatività. Dinamiche stabili”.
Focus sulla creatività, quindi, perché oltre a essere una casa, Noura Residency è anche un luogo in cui l’arte si condivide e i creativi si ispirano a vicenda. È uno spazio libero, un’idea di vita e creatività semplificate.
Riflette Falgren: “I luoghi che progetto riflettono la mia mente in un momento specifico della mia vita. È parte del mio perché: condividere la mia arte con le persone interessate. Questo è il luogo in cui vita e lavoro si fondono e tutto si muove veloce. È uno spazio segreto, per me e per i creativi, dove il tempo si ferma”.
Questo articolo è estratto da The Book 31. Sfoglia il magazine