In Svezia, l’architetto Matteo Foresti trasforma un appartamento di inizi Novecento in uno spazio coerente e armonioso. Dove la sequenza di ambienti en enfilade guida lo sguardo, mentre il rovere dai toni caldi contrasta con il marmo
A Stoccolma, all’interno di un edificio residenziale costruito nel 1915, Matteo Foresti firma il progetto di Apartment TS. Un intervento di ristrutturazione che integra le tracce del passato in una nuova organizzazione dello spazio, capace di dialogare con il ritmo della città.
Al mattino, la luce radente illumina le venature del marmo di Carrara e accende i toni caldi del rovere. La scelta dei materiali non risponde soltanto a un criterio estetico: Foresti costruisce un vero dialogo tra epoche diverse. Il marmo, estratto da secoli dalle Alpi Apuane, richiama la tradizione artigianale italiana, mentre il rovere introduce una dimensione tattile e domestica che ammorbidisce il carattere più austero dell’architettura storica.
Come molte abitazioni urbane con oltre un secolo di storia, l’appartamento ha attraversato numerose trasformazioni. Le modifiche stratificate nel tempo hanno generato una sorta di palinsesto architettonico, in cui ogni intervento ha lasciato tracce leggibili.
La nuova distribuzione distingue chiaramente le funzioni. Le camere da letto e i bagni si affacciano sul tranquillo cortile interno, dove il silenzio offre un rifugio protetto dal traffico. Gli ambienti dedicati alla vita sociale guardano invece verso l’esterno, catturano la luce del mattino e mantengono un rapporto diretto con il paesaggio urbano di Stoccolma.
Ne emerge una sorta di “geografia acustica” dell’abitare, in cui le zone di riposo trovano protezione mentre gli spazi collettivi accolgono l’energia della città.
Il cuore del progetto si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti in enfilade, la tipica disposizione di stanze allineate che consente di percepire più spazi in un unico sguardo. Questa soluzione, diffusa nell’architettura residenziale europea tra Ottocento e Novecento, trova qui una nuova interpretazione contemporanea. La sequenza collega cucina, soggiorno e biblioteca in un continuum fluido che favorisce la socialità senza rinunciare all’identità di ciascun ambiente.
All’interno di questo sistema spaziale, arredi e materiali contribuiscono a definire una composizione coerente. Il marmo di Carrara scandisce piani e superfici con una presenza luminosa e materica, mentre il rovere introduce calore e profondità cromatica. La combinazione tra questi elementi costruisce un linguaggio sobrio e raffinato che accompagna la continuità tra gli ambienti.
Il tavolo da pranzo occupa una posizione centrale all’interno della sequenza spaziale e diventa il punto di convergenza del progetto. Collocato in modo da intercettare la luce del mattino, riunisce attorno a sé i materiali, le prospettive e i percorsi della casa, trasformando il momento della convivialità in un’esperienza architettonica.