Nella sua casa-laboratorio, progettata da RootStudio a Oaxaca, l’artista danese Trine Ellitsgaard mantiene viva l’arte della tessitura. Con opere intrise di minimalismo nordico ma addolcito dall’esuberanza della cultura messicana
Colori terrosi e sfumature bruciate di ocra, rosso polvere e grigio slavato. Un muro di argilla grezza – resistente al calore e ai terremoti – abbraccia il perimetro di una tradizionale abitazione messicana, progettata dallo studio portoghese RootStudio. Nel cortile ombreggiato da piante autoctone, una scala conduce a una terrazza sul tetto.
All’interno, pareti bianche inondate di luce espongono gli arazzi e i telai della proprietaria, l’artista tessile Trine Ellitsgaard, insieme a opere del marito e artista Francisco Toledo – scomparso nel 2019 -, e cimeli di design danese.
Originaria di Copenhagen, Trine vive in Messico da più di trent’anni. È difficile non essere colpiti dalla sua capacità di adattamento, che influenza anche la sua pratica creativa. Sotto l’apparente semplicità dei suoi disegni, infatti, si cela una combinazione dinamica di colori, materiali – dal bambù alle fibre di banana fino alle foglie di palma – e forme organiche che riflettono l’energia della cultura locale, filtrata dalla sobrietà rigorosa del suo sguardo scandinavo.
“L’amore per l’arte non scorreva nelle vene della mia famiglia”, ricorda. “Mia madre era una casalinga, mio padre uno scienziato e un geologo. Ma sono sempre stata una bambina creativa, lavoravo a maglia e all’uncinetto e tingevo le mie t-shirt”.
Dopo un apprendistato con la tessitrice danese Vibeke Klint, Trine trascorre i primi anni della sua carriera allestendo mostre personali e passando almeno un mese all’anno in India a lavorare su nuove collezioni di tessuti in cotone. Poi, il colpo di fulmine con Francisco, l’amore della sua vita e il padre dei suoi figli.
“Non sapremo mai se sarei stata in grado di continuare a guadagnarmi da vivere come artista e tessitrice se fossi rimasta in Danimarca”, ammette. La coppia, infatti, desidera mettere su famiglia, così nel 1990 – dopo un breve periodo a Città del Messico -, si trasferisce stabilmente a Oaxaca.
“È stato difficile all’inizio, adattarsi alla lingua e ai costumi locali”, rivela Trine. “Ho dovuto scoprire un modo completamente nuovo di vivere e pensare”. E anche di lavorare. In un contesto in cui la tradizione tessile è prevalentemente maschile, i lavori di Trine venivano spesso rifiutati.
“Alla fine, ho trovato un piccolo villaggio appena fuori Oaxaca la cui specialità era la tessitura di tappeti e ho iniziato a lavorare con loro”. Comincia così una nuova era della sua carriera. “È per questo che ho voluto progettare questa casa come uno studio”, racconta Trine. “Il tavolo a cui sono seduta in questo momento funge sia da sala da pranzo che da spazio di lavoro. È come un’unica grande stanza”.
Il laboratorio è pieno dei suoi telai. Le finestre fungono anche da porte scorrevoli, e quando sono aperte sembra di lavorare en plein air. A causa del sangue nordico, Trine riconosce di aver bisogno di tutta la luce disponibile, ma, per via delle torride temperature estive, l’architettura messicana di solito non predilige le grandi aperture.
Gli architetti di RootStudio, quindi, hanno posizionato le finestre a ovest per garantire un abbondante afflusso di luce ma senza generare un eccessivo accumulo di calore. Nella parte posteriore, l’edificio ospita la camera da letto padronale, oltre a una stanza e un bagno per gli ospiti, decorato con piastrelle di mosaico create da Trine per un’azienda locale e da una semplice, ma sofisticata, doccia in rame.
I soffitti a volta donano un’ulteriore sensazione di spaziosità, mentre il pavimento è in cemento. Trine non ha mai posseduto un divano, preferendo un daybed realizzato con lo stesso legno del grande tavolo nello studio, e nella camera da letto dorme accanto ad alcune delle sue creazioni tessili e a una lampada realizzata dal marito. Testimoni silenziosi dell’amore e della creatività che hanno plasmato la sua esistenza.