CASE
You and You

A Tangshan, un’abitazione reinterpreta i principi del giardino cinese trasformando gli interni in un paesaggio domestico. Scandito da legno, pietra nera, ceramica e accenni di blu intenso

A Tangshan, in Cina, una casa per due persone – soprannominata You and You – prende forma come un giardino da attraversare. Il nome You – che significa vagare e muoversi liberamente – definisce infatti una vera e propria filosofia spaziale. Il riferimento appartiene alle riflessioni del maestro della pittura paesaggistica Guo Xi, che individua nei cosiddetti Four Attainables il più alto grado raggiungibile da un paesaggio dipinto. Permettere all’occhio di attraversarlo, guardare attraverso di esso, vagare al suo interno e infine trovare un luogo in cui fermarsi.

You and You, firmata da Kangyaner Design, porta questa idea dentro una casa destinata a una coppia, trasformando il movimento dello sguardo e del corpo in uno dei principali strumenti dell’architettura. Il punto di partenza nasce però da un ricordo. I proprietari hanno raccontato ai progettisti una serata trascorsa insieme all’Huayi Hotel di Shanghai. Dopo cena, seduti l’uno di fronte all’altra con una tazza di tè tra le mani, avevano osservato il tavolo, il vassoio, le stoviglie e il bollitore. “Ogni cosa trasmetteva un senso di calma e serenità”, ricordano. Era proprio questa la sensazione alla quale desideravano ricondurre la loro casa: un ambiente aperto e rassicurante, informale e caldo.

Il riferimento alla tradizione del giardino cinese diventa così uno strumento per costruire una sequenza di viste, soglie e scorci che cambiano progressivamente mentre ci si muove all’interno dell’abitazione. Kangyaner Design trasferisce questi dispositivi all’interno di una pianta domestica, sostituendo il paesaggio naturale con una successione di elementi architettonici e materici capaci di entrare in relazione tra loro.

All’ingresso una parete in noce, punteggiata da sei aperture circolari con vetro scanalato, accompagna il passaggio verso lo studio. Qui un’apertura ad arco ricavata nel fianco della scrivania si allinea visivamente con una cavità nella grande lastra di pietra nera naturale del soggiorno. Le due aperture si corrispondono a distanza, come se appartenessero a un’unica massa architettonica attraversata da un vuoto. Qui il paesaggio non compare letteralmente, ma si ricompone attraverso gli elementi della casa, costruendo connessioni visive tra ambienti diversi.

La stessa idea organizza anche la cucina e lo studio, dove ciascuno spazio forma un proprio circuito percorribile. Nel grande ambiente principale, una colonna blu, le pareti in noce e un’apertura circolare separano visivamente soggiorno e sala da pranzo. Un pavimento continuo color bianco osso riunisce invece le due zone lungo un’unica direttrice orizzontale, simile a quella di un lungo rotolo dipinto. Da una delle estremità, lo sguardo può percorrere l’intera composizione fino all’altra, ritrovando in una dimensione domestica quella distanza calma e ininterrotta che Guo Xi associava al “guardare attraverso” il paesaggio.

All’interno di una palette dominata da materiali naturali e tonalità morbide, il blu della colonna costituisce l’unico colore ad alta saturazione della casa. Questo blu intenso, infatti, interrompe la continuità delle superfici in noce e del pavimento bianco, ma allo stesso tempo ne rafforza la sobrietà.

Nella zona pranzo, un tavolo in rovere stabilisce un rapporto più caldo con l’ambiente, accompagnato da due poltroncine Pasta disegnate da Toshiyuki Kita per Tendo Mokko.

Il noce delle pareti, la pietra nera, il rovere, il vetro scanalato, la ceramica e la carta della lampada di Isamu Noguchi compongono una palette che dialoga castamente con le aperture. Un cerchio nel vetro, un arco nella scrivania, una cavità nella pietra: ogni vuoto incornicia un elemento preciso, creando una successione di piani e prospettive.