Una villa intimamente connessa con la natura del luogo vive del contrasto tra il legno
di cedro e la pietra. Un progetto di Sergio Ortiz
Casa Cedros si trova a Tapalpa, una città nelle montagne meridionali dello stato di Jalisco, in Messico. L’edificio è stato ideato da Sergio Ortiz, un architetto di fama mondiale che ha ripreso gli elementi tipici del Regionalismo messicano. Nella sua opera si trovano riferimenti a grandi maestri, su tutti Luis Barragán, e si ripetono tratti salienti come l’uso di materiali locali e ‘bruti’, i forti chiaroscuri degli spazi, il patio come elemento centrale dell’abitazione.
Gli interni sono stati invece definiti su progetto dello studio Aagner, che ha dichiarato: “Intendiamo la casa come uno spazio di riposo in cui ogni pezzo d’arredo, ogni composizione, ogni griglia e ogni ornamento serve anche come tributo alle foreste di cedri e pini di Jalisco… Alle sapienti mani degli artigiani e alle leggende delle città che danno voce alla terra, alle nuvole e alla montagna”.
Ovunque il legno è il vero protagonista, utilizzato per le travi a vista che reggono il tetto e per il pavimento a grandi doghe che è stato posato senza interruzioni in ogni stanza. Proveniente dalle vicine foreste, crea un forte legame con il territorio assieme alla pietra e a ogni singolo arredo. Ma non solo classicismo locale, Aagner cerca (e trova) dialogo con pezzi, materiali e forme contemporanee. Oggetti in legno grezzo, quasi ruvido, si accostano e confrontano con oggetti di rame provenienti dalle città del Michoacán; tavoli in marmo perfettamente strutturati nei loro angoli sono accostati alla cestineria di Tequisquiapan e alle sue silhouette che emulano il minimalismo giapponese.
In questa composizione non c’è gerarchia tra artigianato popolare, pezzi classici e design d’autore: la lettura dello spazio è orientata verso un equilibrio senza tempo in cui il passato, il presente e il futuro sono valutati sullo stesso piano.
A definire le funzioni degli ambienti pensano gli elementi architettonici più caratterizzanti: il camino, il patio e le finestre. Sottolinea il progettista: “In questo modo, gli spazi hanno una doppia narrazione: quelli dell’utilità insieme a quelli della contemplazione; quelli dell’accoglienza insieme a quelli dell’introspezione; quelli del riposo insieme a quelli della gioia. Il risultato è circolare”.