CASE
Casa Jungle

Nel centro di Montpellier, una vecchia autorimessa in cemento diventa un rifugio tropicale firmato da Baptiste Bohu. Con palme, piscina e influenze balinesi, per dimenticare la città appena si varca la soglia

Nel centro di Montpellier, dove il traffico vibra e le facciate cittadine si inseguono una dopo l’altra, un’ex autorimessa in cemento nasconde un segreto tropicale. Qui l’interior designer Baptiste Bohu ha trasformato un volume grezzo in un’oasi privata per Gerald, un cliente che sognava un luogo in cui rilassarsi e ricevere gli amici, con l’atmosfera sospesa di una vacanza lontana.

All’origine, lo spazio era poco più di un grande garage: muri in calcestruzzo, soffitti vertiginosi, un cortile centrale un po’ dimenticato. Proprio quel vuoto a cielo aperto, però, ha fatto scattare la scintilla. Baptiste ha immaginato un giardino tropicale in piena città: palme, grandi piante jungle e una piscina, un universo verde custodito all’interno dell’involucro urbano.

Il brief di Gerald era chiaro: portare a Montpellier un’autentica “Bali Vibe”, una cifra che da oltre vent’anni caratterizza il lavoro di Bohu. Nel cortile, oggi, il mood ricorda un riad, con l’acqua al centro, le sedute lounge e l’ombra delle piante che disegna motivi cangianti sulle superfici. Ma Casa Jungle è anche un viaggio ideale tra Bali, Marrakech e il Messico, le geografie d’ispirazione che alimentano l’immaginario del designer: «Volevo che si varcasse la porta d’ingresso e ci si dimenticasse immediatamente di essere in città».

L’obiettivo era evocare quel momento in cui si atterra in un altro mondo: l’aria si fa più lenta, i colori più saturi, il corpo si rilassa. Per non tradire questo sogno di autenticità, Baptiste Bohu ha importato personalmente arredi, lampade e pezzi decorativi da Bali e Marrakech. Nessuna imitazione, nessun compromesso: solo materiali veri, patine vissute, trame che portano con sé una storia.

Vasi, tessili e oggetti sono stati selezionati uno a uno e spediti fino a Casa Jungle, per costruire un racconto coerente. Pensata per un single, la casa esprime una mascolinità sottile ma decisa: piastrelle nere lucide in bagno e nella toilette, dettagli glamour che dialogano con le essenze naturali, il verde intenso delle piante e l’intimità degli angoli lounge.

Il contrasto tra ombra e luce, tra superfici lisce e matericità artigianali dà ritmo a ogni ambiente. La storia di Baptiste segue un percorso obliquo: laurea in finanza e consulenza, famiglia nel real estate, l’approdo a Shanghai per lavorare in un’agenzia pubblicitaria. L’interior design nasce come hobby, poi diventa mestiere quando la ristrutturazione del suo appartamento viene pubblicata sul New York Times. Le richieste si moltiplicano, i progetti si susseguono.

«Se hai una passione, devi solo assecondarla e lasciarti portare dalla corrente», racconta. Oggi la sua clientela è fatta soprattutto di giovani famiglie e di professionisti esigenti, che gli affidano la trasformazione delle loro case: giardini, piscine, facciate, interni e arredi su misura. Il suo tratto distintivo è la gestione dell’intero processo, dal primo schizzo all’ultimo cuscino, seguendo ogni dettaglio insieme al cliente fino al giorno in cui la nuova casa viene, finalmente, abitata.

Casa Jungle è una delle sue narrazioni più emblematiche: un luogo che parla di fuga e di ritorno, di città e di tropici, di controllo progettuale e libertà emotiva. Una piccola giungla privata, dove ogni pezzo ha un’origine precisa, ogni scelta un motivo, e dove, appena si chiude la porta alle spalle, il tempo sembra rallentare

Questo articolo è estratto da The Book 32. Sfoglia il magazine