CASE
Casa Mezcal

Tra le strade de La Condesa, a Città del Messico, uno storico spazio per la degustazione di mezcal cambia pelle e anima. Firma la metamorfosi lo studio Barde vanVoltt, che intreccia luce, vegetazione e memoria locale

A La Condesa, quartiere di Città del Messico noto per l’alta concentrazione di edifici Art Déco, lo studio Barde vanVoltt firma la trasformazione di un ex locale dedicato alla degustazione di mezcal in una residenza familiare di 400 metri quadrati. L’intervento si fonda sul riuso adattivo dell’immobile, celebrando l’architettura, l’artigianato e il paesaggio messicano attraverso un impianto spaziale riorganizzato attorno alla luce naturale, alla ventilazione e al verde.

Anziché azzerare il preesistente, il progetto ne preserva la memoria. Gli elementi storici, come gli archi e le proporzioni originarie, sono stati restaurati ed espansi per innescare un confronto continuo tra le parti conservate e i nuovi volumi. 

La configurazione spaziale reinterpreta la tipologia tradizionale della casa a cortile, articolando la dimora attorno a due patii che garantiscono la privacy necessaria per sottrarsi alla densità urbana.

Al piano terra, la zona giorno si estende senza soluzione di continuità tra ambienti interni ed esterni grazie a vetrate scorrevoli. Un patio centrale ospita un albero di Guayabo Japonés, attorno al quale si sviluppano i percorsi e le viste tra i diversi livelli. 

Adiacente a quest’area, un bar di fattura artigianale presenta un bancone in legno dalla forma smussata e un fondale ad arco rifinito in sfumature dorate, che accoglie mensole espositive per le bottiglie sotto un lucernario. 

Nella sala da pranzo e nel soggiorno sfilano arredi su misura, tra cui un lungo tavolo in massello abbinato a sedie con schienale in cuoio, una credenza metallica a griglia e divani componibili verde oliva.

I collegamenti verticali sono affidati a una scala elicoidale con parapetto bianco e gradini in legno, illuminata da sospensioni sferiche scultoree. Al primo piano, le camere da letto e gli studi privati affacciano sui cortili interni o su loggiati ad arco e balconate con ringhiere in ferro battuto. Una seduta dalla geometria a zigzag – pezzo d’autore di Gerrit Rietveld – definisce un disimpegno, integrando il design del Novecento in un punto di snodo della dimora. 

L’ultimo piano culmina in una terrazza piantumata con rampicanti, lettini da sole e una vasca idromassaggio rivestita in piastrelle che mescolano varie nuance di verde.

La maggior parte dell’arredamento e delle opere d’arte è stata realizzata da designer, artigiani e artisti locali. A sottolineare la vocazione tattile del progetto e il legame con il contesto è l’impiego di pietra, legno, acciaio e mattonelle in terra compressa fabbricate a mano.