Nel centro di Milano, Fabiola Di Virgilio e Andrea Rosso – fondatori dello studio REdDUO – trasformano un appartamento degli Anni 30 nella loro casa-studio. Costruendo un racconto materico che unisce influenze giapponesi e atmosfere Anni 70
A Milano, tra Porta Venezia e Città Studi, in un palazzo degli Anni 30, Fabiola Di Virgilio e Andrea Rosso hanno convertito un ampio appartamento nella loro nuova casa-studio. Casa REdDUO – che prende il nome proprio dal loro studio di progettazione – nasce dall’incontro tra il fascino della vecchia Milano e una visione creativa libera e personale. Funzionalità ed estetica si fondono in una rielaborazione audace di spazi, arredi e materiali.
“Da tempo desideravamo ampliare il nostro lavoro verso una scala più ampia, esplorando nuovi aspetti dell’ambiente domestico”, raccontano Fabiola e Andrea. “Abbiamo scelto di farlo partendo proprio dalla nostra casa. Casa REdDUO rappresenta un processo in continua evoluzione, guidato da intenti condivisi e dalla volontà di creare ambienti accoglienti, personali e curati in ogni dettaglio”.
Il progetto sviluppa una ricerca estetica che intreccia suggestioni personali, influenze giapponesi e richiami agli Anni 70, con una forte attenzione alla matericità. Marmo, vetro, legno, sughero, tessuti e ceramica costruiscono una stratificazione visiva e tattile che racconta l’evoluzione dell’edificio in chiave intima e contemporanea.
Questa fusione tra passato e presente emerge già dall’ingresso, dove il pavimento in marmo all’italiana dialoga con il seminato. Durante i lavori, il team ha rimosso alcune porzioni del marmo originale per tracciare gli impianti, frantumandole e mescolandole con il cemento, creando così una nuova superficie coerente con l’identità ibrida della casa.
I soffitti alti guidano l’organizzazione degli ambienti. “Volevamo creare continuità tra le stanze, come una linea unica”, spiegano i progettisti. L’eliminazione degli angoli e l’inserimento di una linea metallica cromata separano il soffitto, lasciato con una texture più grezza, dalle pareti materiche ma più morbide. Costruendo un nuovo equilibrio tra classicismo e contemporaneità.
Dalla sala video-biblioteca, pensata come spazio di ricerca e relax, alle camere da letto progettate per garantire comfort e privacy, ogni ambiente si distingue per finiture, arredi e palette specifiche. Il cucumbers green della biblioteca, il burro acido della stanza degli ospiti e il tabacco della cabina armadio definiscono identità cromatiche forti e distinte.
Gli arredi, per lo più custom, dialogano con pezzi vintage ed elementi originali come il camino, creando una continuità tra classicismo e contemporaneità.
Lo studio, separato ma connesso alla casa tramite un passaggio segreto, occupa l’ex area di servizio e ruota attorno a una “scatola” con bar che ne incarna lo spirito creativo. Qui lavoro e quotidianità convivono, conservando l’anima originale dell’edificio pur adattandosi alle esigenze professionali della coppia.
Il bagno dello studio, posto al centro, segna il punto di incontro tra epoche e linguaggi diversi. Il cemento grezzo delle pareti, attraversato da un’apertura triangolare in vetro, dialoga con il giallo banana originale e con le cementine d’epoca, generando un contrasto audace.