Ang 3 Studio reinterpreta il minimalismo giapponese progettando una casa avvolta dal calore del legno
A Zhengzhou, in Cina, Smart Park Residence nasce dalla volontà di trasferire nell’ambiente domestico l’atmosfera misurata e rilassante di un hotel giapponese di alta gamma. Il progetto di Ang 3 Studio, prende ispirazione dal ritmo spaziale del Park Hyatt Kyoto, ma sviluppa un linguaggio autonomo che sostituisce il lusso ostentato con un’architettura essenziale.
Fin dalle prime fasi progettuali, i committenti hanno espresso un desiderio preciso: evitare gli interni dominati dal bianco, spesso associati a un minimalismo freddo e impersonale, privilegiando invece un ambiente interamente avvolto dal calore del legno. Lo studio ha trasformato questa richiesta nel principio generatore del progetto, adottando un’unica palette in rovere che riveste soffitti, pareti e pavimenti. Il risultato è uno spazio continuo, dove i diversi ambienti sembrano appartenere a un unico volume scolpito nel legno.
Ispirandosi al minimalismo giapponese, Ang 3 Studio sceglie di nascondere tutto ciò che non deve diventare protagonista. Contenitori, impianti tecnologici e funzioni di servizio si integrano completamente nelle boiserie in legno, lasciando che siano la materia, la luce e le proporzioni a definire l’identità degli spazi.
Questa impostazione richiama il concetto giapponese di oku, elaborato dall’architetto Fumihiko Maki, secondo cui la profondità di uno spazio nasce dalla successione di soglie e livelli di intimità piuttosto che da una visione immediata dell’ambiente. Per alleggerire la presenza del rivestimento ligneo e amplificare la percezione dello spazio, lo studio inserisce grandi superfici specchianti all’ingresso della camera padronale e tra la zona giorno e gli ambienti più riservati. I riflessi moltiplicano la luce naturale e dilatano prospetticamente gli interni, creando un delicato equilibrio con la matericità del rovere.
La zona living interpreta gli stessi principi attraverso un’organizzazione flessibile. Lo schema tradizionale che vede divano e televisore contrapposti lascia spazio a una configurazione più libera e dinamica. Quando non viene utilizzato, il televisore scompare all’interno di un sistema di pannelli scorrevoli perfettamente integrati nella boiserie, mentre sedute modulari riconfigurabili consentono di adattare lo spazio alle diverse esigenze quotidiane: un angolo dedicato alla lettura, un’area per la conversazione oppure un ambiente pensato per la visione di film.
Anche il soffitto contribuisce a definire il carattere dell’abitazione. Una copertura irregolare a falde interrompe la planarità dell’appartamento originario e introduce una nuova articolazione verticale, aggiungendo profondità e movimento alla composizione. La variazione delle altezze accompagna il susseguirsi degli ambienti e rafforza la percezione di uno spazio costruito attraverso stratificazioni piuttosto che per semplici divisioni funzionali.