È Il patio scandito da maioliche geometriche il fulcro conviviale di un’antica
dimora nobiliare nel borgo di Presicce, in Puglia. Tornato a vivere grazie a un intervento essenziale e rispettoso firmato Giuliano Andrea dell’Uva
Nel cuore del Salento, l’architetto Giuliano Andrea dell’Uva firma il progetto di una residenza di vacanza per la sua famiglia. Palazzo Napoli, una dimora nobiliare settecentesca nel borgo di Presicce, rinasce attraverso un intervento calibrato ed essenziale, in cui architettura, interni ed esterni dialogano con il genius loci.
Spazi ampi, luce naturale e materiali autentici – come i pavimenti in cocciopesto, le decorazioni affrescate e le maioliche artigianali – definiscono ambienti fluidi, allestiti con pochi, selezionati pezzi vintage da collezione, sobri arredi su disegno e oggetti di famiglia, tra memoria e quotidianità. Il colore è usato in modo misurato e contestualizzato: è una nota lieve e puntuale che contraddistingue il progetto.
Dell’Uva ha ideato una tessitura geometrica bicolore: maioliche decorate a mano da ceramica Francesco De Maio sono impreziosite dal disegno di foglie cadute
L’architetto desiderava “portare un tocco di napoletanità” connotando la dimora salentina con richiami alla tradizione partenopea e vietrese, che prendono forma nella pavimentazione degli spazi esterni realizzata con maioliche dipinte a mano da Ceramica Francesco De Maio.
Il motivo geometrico bicolore bianco e verde, disposto in diagonale a evocare il pavimento di Villa Valguarnera a Bagheria, in Sicilia, caratterizza il terrazzo con pergola al primo piano e il grande patio. L’accento poetico è dato dal disegno di foglie cadute, anch’esso distintivo della tradizione del sud, che dialoga con le foglie delle piante di vite disposte in grandi vasi di terracotta, come da uso locale.
Sul patio dal sapore mediterraneo e di ispirazione gattopardesca si aprono le stanze del piano terra
Circondato da muri in pietra calcarea leccese, il cortile interno con giardino, piscina e porticato, creato sotto al terrazzo e scandito da grandi arcate, diviene uno spazio all’aperto interno alla casa, come nelle antiche domus poi trasformate sotto l’influenza spagnola nei patios, ed è il centro dell’ospitalità della dimora, oltre che vero e proprio living estivo.
L’intervento ha infatti previsto il collegamento di diversi ambienti del piano terra con il loggiato, creando nuove aperture e dando così vita a un luogo – dal sapore mediterraneo e di ispirazione gattopardesca – che oggi accoglie varie forme di convivialità. Se le porte finestre conferiscono un tocco vivace di colore, gli arredi sono semplici e grafici: dall’ombrellone della collezione Classic di Ethimo alle tripoline vintage in tessuto bianco fino al coffee table Alanda di Paolo Piva.
Banani, guara e agapantus bianchi incorniciano una panca in pietra leccese del 500. Una zona d’ombra intima che rimanda ai tipici giardini all’italiana
Il bianco pervade alcuni ambienti interni, come la cucina in muratura foderata da candide maioliche, per continuare all’esterno nelle fioriture di agapantus, gaura e altre essenze, scelte dalla paesaggista Marta Fegiz per il giardino. Un giardino mediterraneo, dalle linee definite e pulite, in cui si inserisce una piscina con il bordo leggermente rialzato rispetto al prato e una zona solarium in pietra.
È un connubio perfetto fra architettura e natura, quello che Giuliano dell‘Uva ha saputo interpretare e rendere contemporaneo, mantenendo il fascino – stratificato – del tempo, con i muri grezzi in pietra leccese animati dalla pavimentazione geometrica. E dal sole del sud.
Questo articolo è estratto da Open Air 3. Sfoglia il magazine