CASE
Gits Berg

Da spazio per eventi dismesso a dimora in stile fiammingo con un twist contemporaneo.
In Belgio, Tjip interior architects plasma la seconda casa di una famiglia di cinque persone
con pareti in terra battuta, un camino in pietra e colori morbidi

Cosa accade quando un semplice involucro incompiuto si trasforma in un luogo capace di generare nuove modalità di abitare? A Hooglede, in Belgio, Tjip Interior Architects ha dato forma a uno spazio nato per eventi occasionali, trasformandolo in una seconda casa per una famiglia di cinque persone. Il progetto – ribattezzato Gits Berg – racconta la filosofia dello studio: il valore dell’architettura non risiede nella mera esecuzione, ma in una visione capace di leggere e reinventare l’esistente, intuendo le potenzialità nascoste di ogni spazio.

L’edificio multifunzionale, dotato di ingresso indipendente, seminterrato e un piano aggiuntivo, sorge all’interno di un’ampia tenuta che ospita anche una villa in stile rustico fiammingo contemporaneo. “Abbiamo creato un soggiorno aggiuntivo con zona pranzo e, al piano superiore, una camera da letto”, continuano dallo studio. “Spostando semplicemente il tavolo nella zona giorno e sollevando i lampadari come quinte teatrali, lo spazio si apre con naturalezza a momenti di convivialità e piccoli eventi”. Un’architettura, dunque, che rifiuta definizioni univoche e si adatta fluidamente alle esigenze di chi la abita.

Il cuore del progetto risiede nella sua ‘onestà materica’. Le pareti in terra battuta si elevano con la lentezza e la forza della geologia: le superfici stratificate raccontano un sapere antico, una tecnica costruttiva che precede di millenni l’era industriale. È una scelta che va oltre l’estetica e rappresenta un ritorno consapevole a materiali che respirano, invecchiano e reagiscono alla presenza umana. Realizzate con una tecnica su misura sviluppata appositamente per questo spazio, le pareti instaurano un dialogo tattile tra le tradizioni costruttive del passato e quelle del presente.

Per rispondere alle diverse modalità d’uso – quotidiane o conviviali – la cucina è stata volutamente progettata con un’estetica ispirata a quella di un bar, così da facilitare il passaggio tra funzioni diverse. È un esempio di come il design contemporaneo possa integrare linguaggi differenti senza rinunciare al calore domestico. Una contaminazione che riflette un più ampio cambiamento culturale: le abitazioni di oggi tendono sempre più a dissolvere i confini tra lavoro e tempo libero, tra dimensione pubblica e privata.

Oggi la famiglia utilizza questo nuovo spazio ogni fine settimana, con il fuoco come fulcro della vita domestica. Progettato per catturare lo sguardo, funge da camino nei mesi freddi e da barbecue durante il resto dell’anno. Il suo carattere primordiale si accorda con la palette terrosa e i materiali naturali scelti per gli interni: pareti in terra battuta, rivestimenti su misura, tessuti morbidi e accenti di verde – il colore preferito del committente – disegnano un equilibrio sottile tra luci e ombre.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aspetti tecnici, in particolare alle prestazioni acustiche. Una cura che rivela la consapevolezza che spazi flessibili e trasformabili devono coinvolgere tutti i sensi. Qui anche il suono diventa un materiale da plasmare, capace di adattarsi tanto ai momenti di intimità quanto agli incontri più festosi.