CASE
Casa in Harmónia

In Slovacchia, Atelier 008 trasforma una casa degli Anni 60 in un rifugio meditativo. Dove una palette total white lascia emergere la struttura e la luce

A Harmónia, storica località immersa nel verde nei pressi di Modra, in Slovacchia, Atelier 008 interviene su una casa degli Anni 60 trasformandola radicalmente attraverso un rigoroso lavoro di sottrazione. I committenti, alla ricerca di un luogo tranquillo, hanno scelto un lotto in pendenza ai margini del bosco, occupato da un edificio articolato su più livelli. Nato in origine come laboratorio di falegnameria, l’edificio aveva accumulato nel tempo ampliamenti e modifiche che ne avevano frammentato la distribuzione interna.

The House in Harmónia conserva quindi gran parte delle strutture portanti e mantiene le posizioni originarie di porte e finestre, rimuovendo invece gli elementi non essenziali che nel corso degli anni avevano modificato il layout dell’edificio. “La casa di Harmónia rappresenta una rigorosa purificazione spaziale che trasforma una struttura frammentata degli Anni 60 in un rifugio meditativo, riportandone alla luce l’essenza portante”, spiegano gli architetti.

Il progetto individua così un vuoto tra la casa esistente e il confine della proprietà e lo trasforma nell’elemento centrale dell’abitazione. Un nuovo atrio verticale attraversa i tre livelli dell’edificio e organizza la distribuzione. Dal livello più basso, quello dell’ingresso, una sequenza di scale sale progressivamente verso gli ambienti superiori e raggiunge il tetto piano, dove trova posto un nuovo spazio destinato alla convivialità. Questa spina verticale separa inoltre la zona privata del piano intermedio dagli ambienti comuni collocati più in alto.

La trasformazione ha richiesto un processo lento e graduale, durato circa dieci anni. Gli architetti hanno utilizzato metodi di autocostruzione che hanno permesso loro di vivere fisicamente gli spazi, verificarne le proporzioni e perfezionarli nel tempo. La stessa attenzione emerge nella scelta dei materiali, volutamente ridotta a pochi elementi essenziali.

All’interno, una palette giocata completamente sui toni del bianco lascia emergere la struttura e la luce. I sistemi di finitura definiscono superfici opache e materiche, mentre l’illuminazione di Davide Groppi interviene con apparecchi concepiti principalmente come strumenti per modulare l’atmosfera. Anche gli arredi Desalto seguono una ricerca di linearità e leggerezza visiva.

Invece di considerare l’assenza come una mancanza da colmare, Atelier 008 la utilizza come una condizione spaziale capace di favorire la pausa e la contemplazione, giocando sulla contrapposizione tra pieni e vuoti. L’architettura stabilisce così un rapporto diretto tra gli abitanti e il paesaggio, mentre la nuova organizzazione verticale rende leggibile la struttura originaria della casa.