In un sobborgo parigino, la giornalista Colombine Blum trasforma una casa operaia del primo Novecento in un fantasioso nido colorato. Dal mood gioioso e ‘tres bohémien’
“Sono innamorata di questa casa, è il mio nido”. La giornalista francese Colombine Blum è entusiasta della sua villetta unifamiliare alle porte di Parigi. Siamo in un sobborgo residenziale vicino all’ippodromo cittadino. “Un tempo apparteneva a operai della zona, è piccola, ma ha tutto quello che serve”, dice Blum, che ha scovato la proprietà – cento metri quadrati su tre livelli – attraverso un annuncio immobiliare e ne ha voluto conservare la struttura originaria.
Al piano terra si trovano la sua camera da letto con bagno privato, la zona giorno con cucina a vista e una bella corte verdeggiante arredata a salotto. Sopra ci sono le aree riservate ai figli e a eventuali ospiti. In compenso, gli interni sono stati completamente ripensati dando centralità ai colori: “Ho mescolato tonalità fluo e altre nuance con grigi e bianchi più classici, la luce naturale entra da tutti i lati e rende l’atmosfera allegra e vivace”, dice la padrona di casa.
Il risultato è un set ricco di sorprese, con tanti quadri – la mamma di Colombine era un’artista e anche lei ama dipingere – e un mix di specchi, tappeti, mobili e lampade vintage, vasi art déco e oggetti curiosi che trasmette immediatamente una sensazione di calore e comfort. Spesso Blum cambia la disposizione dei mobili e al freddo minimalismo che nel recente passato ha dominato buona parte del design d’interni contrappone un home decor ludico e fantasioso che si traduce in spazi dai tratti gioiosi e dal mood bohémien. “Mi sono divertita a creare degli angoli chiave”, spiega Colombine. “Nella zona pranzo, per esempio, spicca un’enorme lavagna dove chiunque può scrivere e disegnare ciò che vuole, lasciando un ricordo”.
Qui un ampio lucernario rende l’ambiente particolarmente luminoso e, come un po’ in tutto l’appartamento, un certo gusto per la combinazione di materiali diversi si traduce nell’accostamento tra il legno del pavimento e le iconiche sedie di Charles & Ray Eames in plastica colorata. Mentre contribuiscono all’atmosfera giocosa i piatti Fornasetti e la lampada a sospensione FL/Y di Kartell con il suo inconfondibile paralume emisferico. Più in là un grande divano in tessuto grigio, con cuscini a profusione, si affianca a un camino originale dipinto di nero – sul quale campeggia uno specchio vintage dalla cornice dorata – che poggia su una parete rosa shocking. “La scelta di quella sfumatura di rosa esalta il classicissimo del caminetto, donando un aspetto giovanile a tutta la zona giorno”.
Poi c’è la cucina: “Era una vecchia rimessa con un pavimento fatto di antiche cementine che ho mantenuto, aggiungendone alcune più contemporanee in alluminio e legno”. Accanto, una scaffalatura ricolma di pentole, barattoli e stoviglie di ogni genere colpisce per le nicchie dipinte dalla stessa Colombine utilizzando i colori delle varie stanze. Un accorgimento adottato anche per la scala che conduce al piano superiore: giallo, rosso, verde, fucsia e blu colorano le alzate dei gradini evocando le nuance presenti in tutta la casa.
Da notare l’angolo ufficio declinato in rosso – “È il mio studio privato, l’antico scrittoio appartiene alla mia giovinezza, ci sono molto affezionata” – e la camera da letto principale, dove una parete verde smeraldo è interamente tappezzata di opere d’arte e il bagno completo di vasca vintage, con una statua di Buddha in dialogo con un dipinto di Colombine dedicato al corpo femminile. Non manca poi un piccolo dehors arredato con una panca in cemento ricoperta di cuscini, poltrone vintage gialle, un tavolo basso in legno e il tavolino da caffè con piano a mosaico: “Un vero e proprio salotto all’aperto dal quale i miei amici non se ne vogliono mai andare”.