Kaspar Fredsted reinterpreta una casa storica di Aarhus attraverso superfici naturali, proporzioni bilanciate e dettagli scultorei. Un interno materico e meditativo, che rende omaggio all’opera di Carlo Scarpa
Nel quartiere latino di Aarhus, una casa a schiera del XIX secolo si estende per quattrocento metri quadrati su due livelli. In origine erano due appartamenti separati, oggi riconfigurati in un’unica abitazione. La trasformazione nasce dalla visione condivisa tra il proprietario Simon Schiølin e Kaspar Fredsted, designer e founder di Fredsted Studio.
Da questa sinergia è nata una dimora che celebra la bellezza delle superfici realizzate a mano. “Come designer e fornitore di materiali e soluzioni d’arredo, il mio obiettivo era elevare la casa dall’ordinario allo straordinario, liberando il pieno potenziale dell’edificio attraverso un approccio curato e profondamente personale”, racconta Kaspar. “Abbiamo cercato un equilibrio dinamico tra energia e calma attraverso un’atmosfera elegante ma informale”.
L’ispirazione arriva da Carlo Scarpa e Axel Vervoordt, maestri nel creare atmosfere attraverso misura, profondità e la poetica bellezza dei materiali naturali. La loro capacità di evocare emozioni attraverso proporzioni bilanciate, toni terrosi e oggetti che raccontano storie personali ha guidato il processo.
FREDSTED SI È ISPIRATO A CARLO SCARPA E AXEL VERVOORDT, MAESTRI NEL CREARE ATMOSFERE ATTRAVERSO MISURA, PROFONDITA’ E LA POETICA BELLEZZA DEI MATERIALI NATURALI
La casa è concepita come un unico volume continuo, uno spazio fluido in cui luce e materiali scorrono senza interruzione. “La mia filosofia progettuale era usare gli stessi materiali in tutta la casa, cambiandone leggermente la tonalità – da più chiara a più scura – per conferire una dimensione sensoriale e creare continuità. Un riflesso del passaggio naturale dalla luce del giorno all’ombra della sera”, spiega Kaspar.
Dal soggiorno agli spazi più privati, una sfumatura più intensa accompagna l’ingresso nella sfera personale. “Piuttosto che una tradizionale camera padronale con bagno en-suite, ho creato uno spazio fluido. Grazie a grandi porte scorrevoli realizzate con le stesse doghe di quercia del pavimento, la camera e il bagno possono aprirsi in un ambiente unico o chiudersi in zone più raccolte”.
La casa si sviluppa attraverso tre edifici storici collegati, con una pianta ad angolo retto che divide lo spazio in due ali quasi identiche. Per enfatizzare questa transizione angolare e il senso di movimento, la direzione delle tavole di quercia cambia lungo l’asse.
“Pur rispettando la storia dell’edificio, volevamo anche sfidare l’idea che un pavimento debba sempre seguire un’unica direzione in tutti gli ambienti. Per noi conta meno ciò che è ‘giusto’ e più come ci muoviamo nella casa. La direzione del pavimento segue questo movimento”.
Una scala e un ponte in acciaio brunito e quercia naturale diventano l’elemento scultoreo del soggiorno, che raggiunge i sette metri nel punto più alto. Una seconda scala all’ingresso conduce allo studio al piano superiore dal quale si apre la vista sulle travi e sui muri in mattoni sabbiati.
HO UTILIZZATO GLI STESSI MATERIALI IN TUTTA LA CASA, CAMBIANDO LEGGERMENTE LA TONALITÀ, DA PIÙ CHIARA A PIÙ SCURA. UN RIFLESSO DEL PASSAGGIO NATURALE DALLA LUCE DEL GIORNO ALL’OMBRA DELLA SERA – KASPAR FREDSTED
“Sono attratto da una strada che onora l’integrità delle materie naturali e le storie che portano. Il mio lavoro affonda le radici nel legno e nella pietra, non come tendenze ma come elementi vivi, modellati dal tempo. Ogni pezzo è unico. Nessuna venatura, colore o trama si ripete, ed è proprio in questa imperfezione che risiede la loro forza silenziosa”, spiega Kaspar.
Forme scultoree includono anche l’isola cucina in travertino, scolpita da Vaselli Marmi in Toscana. Kaspar desiderava esplorare come la combinazione dei materiali possa generare emozioni. “Non si tratta solo di composizione e stile, è la qualità tattile delle superfici che completa l’esperienza. L’idea è che lo spazio sia emotivamente significativo al tatto quanto alla vista. Per questo abbiamo scelto materiali che emanano energia ma portano calma se composti in armonia”.
Modellata dalla natura, la visione di Fredsted mirava a creare un universo in cui spazio ed esperienza si completano, raggiungendo un equilibrio tra storia e contemporaneità. “L’obiettivo non era ricreare il passato o aderire a stili prevedibili, ma portare chiarezza progettuale: radicata nella sobrietà nordica, arricchita dal calore mediterraneo e definita dal pensiero spaziale giapponese”, afferma Kaspar.
“Trasformare una casa con tanti strati storici è sempre un equilibrio delicato. Chiudi un capitolo e ne apri un altro. Una narrazione vitale, che passa da una generazione alla successiva”.
Questo articolo è estratto da The Book 31. Sfoglia il magazine