In Olanda, un vecchio affumicatoio ospita nei suoi spazi un ménage familiare decisamente fuori dagli schemi. Entrambi costruiti con passione e originalità
È una famiglia decisamente fuori dalle convenzioni quella formata da Willem Kors e Babette Borgman, imprenditori olandesi che vivono con i due figli nella cittadina marittima di Huizen. Anche se Babette e Willem sono ufficialmente divorziati hanno deciso di continuare a condividere la stessa casa, un ex affumicatoio costruito nel 1859, che hanno completamente riorganizzato per venire incontro alle esigenze della loro nuova situazione familiare.
Delle tre ali a pianta rettangolare in cui si articola la costruzione Babette occupa quella sinistra, dove un tempo si trovavano le cabine di affumicatura del pesce. Willem si è trasferito in quella a destra, che ospita la cucina e un ampio soggiorno, mentre una zona centrale, separata da vetrate scorrevoli, funge da area di raccordo che consente l’accesso alle camere dei figli al piano interrato e nel sottotetto. Gli stili non potrebbero essere più diversi: femminile e dai vivaci accostamenti di colore lo spazio di Babette, rustico e di impronta industrial quello di Willem.
Ad accomunarli è una calda sensazione di accoglienza e intimità e le molteplici tracce del passato di questo inconsueto edificio, dai pavimenti ai grandi portali in legno sino alle pareti lasciate a grezzo, che i due imprenditori hanno personalizzato seguendo il proprio gusto, frutto non solo della loro passione ma anche di duro lavoro. Il risultato: un originale mix in cui convivono mobili vintage e pezzi di design contemporaneo, testimonianze del passato come i soffitti a travi in legno e gli stretti box in cui veniva affumicato il pesce e tocchi di modernità.
«Ci siamo subito innamorati di questo posto – racconta Willem – perché lo spazio era tanto e le idee per risistemarlo infinite. Inizialmente abbiamo seguito i preziosi consigli dello studio di architettura HemelsBy, ma poi abbiamo portato avanti da soli il progetto di ristrutturazione, partendo praticamente da zero. Babette ha sfruttato la sua inesauribile creatività, io la mia manualità, e un ambiente dopo l’altro abbiamo composto la nostra casa come un puzzle, conservando le parti originali che ci sembravano esprimere meglio la storia dell’edificio e usandole come solida base per realizzare il resto.
Il piano terra e il sottotetto, per esempio, erano collegati da una suggestiva scala in ghisa che abbiamo mantenuto, cucina e living si trovano dove un tempo c’era il deposito dei carri che trasportavano il pesce, e quasi ovunque abbiamo conservato le murature originali, che sono uno degli elementi più identitari di tutta la costruzione. Mancava solo un giardino, ma abbiamo rimediato creando uno spazio esterno con vecchi pallet come sedute e lussureggianti piante di bambù».
Separarsi ma decidere di continuare a vivere insieme, come hanno fatto Willem e Babette, può essere complicato, ma la disposizione degli spazi non convenzionali della casa hanno aiutato una coppia altrettanto non convenzionale a trovare la soluzione. «Nei vecchi box per l’affumicatura abbiamo creato una piccola cucina e il mio bagno privato – spiega Babette – separati dal resto dell’ambiente dalle porte in legno originali, e spostato la mia camera da letto nel sottotetto, dove c’è spazio in abbondanza. Oggi, entrambi abbiamo la nostra vita e le nostre attività professionali, con la mia a portarmi spesso all’estero, ma essere riusciti a mantenere una dimensione familiare comune lo consideriamo un successo, per noi e per i nostri figli. Per cui dobbiamo ringraziare anche questa casa così straordinaria».