A Napoli, Antonio Di Maro definisce lo stile di un appartamento con dettagli desunti dal passato e un’attenzione al benessere derivata dallo studio delle neuroscienze
Una quinta fatta di archi a tutto sesto, memoria dell’Antica Roma o dei sottoportici rinascimentali, è l’elemento di maggior spicco in questo appartamento a Napoli. La casa di 180 metri quadrati nell’area verde di Parco Comola Ricci, complesso abitativo nel verde tra Mergellina e Chiaia, ha oggi una nuova anima grazie all’intervento dell’architetto Antonio Di Maro.
Di Maro ha lasciato invariata la distribuzione degli spazi, ma ha conferito agli interni un sapore più ricercato e, in un certo senso, artistico. Il suo intervento ha dato nuova emozionalità all’insieme, senza contrasti materici o cromatici netti, basandosi sulle neuroscienze applicate. Oltre dieci anni di studi nell’ambito della neuroarchitettura hanno convinto il professionista che lo spazio in cui si abita influenzi direttamente il benessere delle persone. Ad esempio, la luce regola il ritmo sonno veglia, i materiali giusti e le forme organiche trasmettono un senso di sicurezza ancestrale.
“L’intervento si è concentrato soprattutto sull’inserimento di materiali, arredi e dettagli decorativi selezionati con estrema cura e accompagnati da un importante studio della luce naturale e artificiale. La logica compositiva che guida l’intera residenza è infatti quella del benessere – perseguito attraverso armonia, luminosità e qualità percettiva degli spazi”, spiega Di Maro.
Coma anticipato, il principale protagonista dell’appartamento è l’elemento divisorio composto da quattro archi a tutto sesto con intradossi rivestiti in metallo foglia oro e una bifora in marmo verde Guatemala. “La parete ad archi è stata concepita come un raffinato gioco di pieni e vuoti, studiato non solo per scandire gli spazi – separare e distribuire la zona living e pranzo rispetto all’accesso alla zona notte – ma anche per permettere alla luce proveniente da sud di attraversare l’intera abitazione. Non solo. La parte bassa sottostante è stata progettata come credenza e vano contenitore, integrando così estetica e funzionalità”.
Il parquet di legno chiaro corre in ogni ambiente, e fa da fondale per le opere d’arte e ricercati pezzi d’arredo super selezionati. Ad esempio, spiccano nel pranzo il tavolo Tulip di Saarinen accostato a sedute di Marcel Breuer, e le lampade di Oluce e Louis Poulsen.
La cucina ha colonne verde scuro abbinate a un tavolo snack in rovere effetto vissuto, che recupera l’isola già presente. Degni di nota anche gli elementi contenitori all’ingresso, armadiature rivestite con specchi anticati che ampliano percettivamente il disimpegno.