CASE
Villa Badia a Portofino

A Portofino, Serena Mignatti ridefinisce una dimora storica che dialoga con il mare e il verde smeraldo del giardino

Una villa diventata un luogo di cura per l’anima, affacciata su una delle viste più suggestive del Golfo di Portofino. La progettista Serena Mignatti – insieme all’architetto Marco Lecchi – firma il restyling di Villa Badia: una proprietà di oltre 400 metri quadrati, che domina uno degli angoli più magici del Mar Ligure. Così l’abitare si fa sinonimo di pace, bellezza e benessere.

“I committenti volevano portare un tocco di poesia in una casa che aveva già un suo carattere”, spiega Serena Mignatti. “L’idea era creare un luogo per la famiglia, da tramandare alle generazioni successive, ma anche un rifugio dallo stress della città. Tra i punti di forza di questa abitazione, la sua vasta estensione e la vista sulle sulle colline e le baie del Mediterraneo. Ho capito subito che gli elementi chiave erano la posizione, il panorama, il giardino e gli spazi aperti. Ogni finestra diventa un quadro, uno scorcio di Liguria che va da Portofino a Rapallo”.

Per questo intervento Mignatti sceglie una palette di tonalità tenui e naturali, in dialogo con i colori vivaci che caratterizzano il litorale. Ogni sfumatura si inserisce con discrezione nel contesto, lasciando sempre alla natura il ruolo da protagonista. All’interno tornano i colori dei fichi e dei limoni, insieme alle tinte dei palazzi di Portofino. Il blu del mare filtra negli ambienti, dove si traduce in una palette di sfumature delicate.

Una grande attenzione ai dettagli guida ogni scelta condivisa con i committenti. La posizione di un albero o di una buganvillea, la selezione di una vegetazione più bassa per non coprire uno scorcio prezioso. Ogni ambiente nasce dal dialogo continuo tra interno ed esterno.

Villa Badia prevede pochi arredi, essenziali e dal sapore di un tempo, pensati per godersi la casa e contemplare il mare, in qualsiasi stagione. Durante l’estate la sala da pranzo e le aree dedicate alla lettura e al relax si vivono all’aperto; nei mesi più freddi tornano a occupare gli spazi interni.

“Per l’arredamento”, spiega Mignatti “ho seguito il gusto eclettico dei committenti, recuperando oggetti d’epoca e alleggerendo il concetto di wabi sabi. Ho inserito un importante tavolo in travertino, disegnato dall’architetto Emanuela Petrucci, e ho recuperato il tavolo della sala da pranzo, così come quello in pietra del patio, che abbiamo fatto restaurare insieme alle armadiature a muro. Abbiamo mantenuto le preesistenze per restituire il sapore originario della casa, conservato la scala e il corrimano, e lucidato i pavimenti riportandoli alla prima patina”.