CASE
Schoolhouse

Sulle colline della Hudson River Valley, JG Neukomm Architecture progetta un atelier d’artista che funziona come spazio ibrido, di vita e di lavoro. Due volumi ispirati all’architettura rurale locale, uniti da una galleria vetrata, danno forma a un edificio essenziale. Modellato dalla luce

Arroccato su una collina nella cittadina di Ghent, nello Stato di New York, Schoolhouse, progettato da JG Neukomm Architecture, nasce da una domanda tanto semplice quanto centrale: come si configura uno spazio di lavoro dedicato alla creazione quando diventa anche un luogo in cui vivere? Da questa riflessione prende forma un’architettura che intreccia attività quotidiana e pratica creativa, ridefinendo il rapporto tra studio e abitazione.

Schoolhouse si inserisce nel paesaggio della Hudson River Valley attraverso due volumi perpendicolari rivestiti con tavole verticali in legno tinte di scuro. Le coperture a due falde richiamano la sagoma delle tradizionali fattorie della regione, ma ne reinterpretano il linguaggio liberandolo dalla sua originaria funzione agricola. Da lontano l’edificio appare familiare, quasi fosse un fienile, mentre da vicino rivela la propria identità contemporanea: uno studio d’artista che adotta il profilo dell’architettura vernacolare senza replicarne i codici.

I due corpi di fabbrica si incontrano in una galleria completamente vetrata, sormontata da una terrazza panoramica, che rappresenta l’unico elemento trasparente all’interno di una composizione dominata da superfici scure e compatte. Le coperture metalliche riflettono la luce del cielo, mentre porte scorrevoli montate su binari neri si aprono verso lo spazio esterno. Al centro della corte, un unico albero interrompe la rigorosa geometria dell’insieme.

L’organizzazione interna riflette la stessa volontà di mettere in relazione lavoro e vita domestica. Uno dei volumi ospita un ampio studio a doppia altezza, completato da un soppalco che accoglie l’ufficio. Il soffitto con volta a botte enfatizza la verticalità dello spazio, mentre il pavimento in calcestruzzo lucidato riflette la luce proveniente dalle grandi aperture panoramiche.

Nel secondo volume trovano posto la cucina e la camera da letto, collocata su un livello soppalcato. Qui la palette materica si fa più calda: il rovere chiaro definisce pavimenti e arredi, l’isola della cucina è realizzata in terrazzo, le superfici in intonaco a calce dialogano con dettagli in ottone e con un lavabo in calcestruzzo faccia a vista. Gli interni mantengono un linguaggio essenziale su cui spiccano arredi ad hoc, come la poltrona in pelle rossa disegnata da Poul Kjærholm.

La galleria che collega i due volumi cambia configurazione secondo le necessità, trasformandosi di volta in volta in soggiorno, sala da pranzo oppure spazio espositivo. Anche la distribuzione segue questa logica flessibile. Una scala all’interno di ciascun volume permette di percorrere l’edificio senza mai tornare sui propri passi, dando origine a un percorso continuo che sostituisce il tradizionale corridoio con una circolazione ad anello.