ARCHITECTS AT HOME
A casa di Signe Bindslev Henriksen

Nella casa di Signe Bindslev Henriksen, co-founder dello studio Space Copenhagen. Un rifugio tranquillo caratterizzato da toni neutri, opere d’arte, piante e materiali naturali. Che invecchiano con grazia

Può una casa funzionare come terapia antistress? Per l’architetto Signe Bindslev Henriksen la risposta è sì. La co-founder dello studio Space Copenhagen concepisce così, come un rifugio dove staccare la spina, il suo appartamento tranquillo e luminoso nell’Østerbro, quartiere residenziale di Copenhagen. “Abbiamo una vita piuttosto folle e piena di impegni, tornare a casa e ritrovare un senso di calma fa la differenza”, dice Signe, che ha accantonato l’idea originaria di trasferirsi in campagna, trovando, in compenso, il giusto compromesso tra vita urbana e quiete rurale in questa zona verdeggiante della capitale danese.

Su una superficie di circa trecento metri quadrati, l’abitazione si trova all’interno di un edificio del 1897, esempio di classicismo nordico con un pizzico di Rinascimento italiano. “Trattandosi di un appartamento in affitto, come la maggior parte di quelli situati in quest’area, non ci era permesso fare tutto ciò che volevamo”, spiega Signe.

“Ma abbiamo comunque modificato qualcosa, ossia la superficie dei tradizionali pavimenti in legno a spina di pesce, facendola diventare grigio scuro. In più, abbiamo trattato pareti, soffitti e le coperture dei termosifoni. E un paio di anni dopo abbiamo deciso di rinnovare completamente la cucina”. Non bastasse, la stessa designer, ha progettato nuovi armadi a specchio a tutta altezza, perfetti per mantenere l’ordine nelle stanze. “Si sono rivelati particolarmente leggeri e il bello è che nelle ante si riflettono le finestre e il magnifico parco esterno”.

E se la disposizione degli spazi è quella tipica di Copenhagen – ampi locali comunicanti affacciati sulla strada e sul verde e un corridoio con le camere che danno sul cortile interno –, il fascino dell’appartamento è dovuto in gran parte all’originalità degli interni. Perché è vero che arredi, forme, colori e materiali rimandano al gusto minimalista scandinavo, ma le contaminazioni sono molte e conferiscono carattere e personalità all’insieme.

“Il mio background è la tradizione minimalista, ma non mi sono mai adagiata su un unico stile”, sottolinea Signe. “Non penso alla mia casa come a un progetto coerente che deve comunicare un certo canone. Negli anni ho acquistato oggetti, mobili, lampade e opere d’arte che ora fanno parte di una collezione che mi rispecchia in toto. Trovo ispirazione nel design internazionale e cerco di evitare di essere prevedibile”. 

Le pareti bianche impreziosite da stucchi vanno a comporre, dunque, uno sfondo chiaro e distensivo per il mix di trame ricche, tonalità tenui, un assortimento eterogeneo di opere d’arte e pezzi di design vintage e moderni che caratterizzano gli ambienti assieme a una serie di lampade scultoree. Più nel dettaglio, nel living la poltrona Egg in pelle di Arne Jacobsen convive con lo chandelier con sfere in vetro Cloud di Apparatus, una lampada di Serge Mouille dialoga con un’opera di Tomás Saraceno e con una selezione di mobili e complementi che intrecciano classico e contemporaneo.

Mentre nella camera da letto si affiancano l’iconica lampada Arco di Achille Castiglioni e un armadietto vintage ricolmo di libri. Tutto riflette il credo di Signe: “Il design può migliorare la qualità della vita, stimolando il sentimento di appartenenza e un legame tra le persone”.